Postiamo la domanda protocollata in Comune a Mira lo scorso 10 novembre, come da richiesta dell’assessore Carlin.
Vi terremo informati degli sviluppi, che speriamo positivi e a stretto giro.
AL SIG. SINDACO DEL COMUNE DI MIRA
ALL’ASSESSORE SILVIA CARLIN
Io sottoscritto Michele XXXXXXXX XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX, in qualità di legale rappresentante dell’Associazione Culturale Srazz, con sede in Via Toti, 33 – 30034 Mira, codice fiscale 90097790274, ideatrice dell’iniziativa Free Shop (di cui è allegato il progetto), a seguito del sopralluogo alla stazione ferroviaria di Mira Buse del 21 maggio 2010 e ai successivi colloqui con l’assessore Carlin, per la realizzazione dell’iniziativa Free Shop

Ci sembra giusto riproporlo, leggendo qui e là.
C H I E D E
la concessione della stazione ferroviaria di Mira Buse con una convenzione quinquennale, nei termini illustrati nel progetto allegato.
Per comunicazioni attraverso la posta ordinaria indirizzare a Ass. Cult. Srazz c/o Arcipelago Centro Progetti via Borromini 21 – 30034 Mira.
Mira, 10 novembre 2010.
Cordiali saluti.
Associazione Culturale Srazz
Michele XXXXXXXXX

FREE SHOP
Mira, 10 novembre 2010.
xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx Associazione Culturale Srazz – Tutti i Diritti Riservati
L’iDea
Ma che cos’è il Free Shop?
È un negozio (anche se negozio è un termine non adatto, perché all’interno del Free Shop non c’è commercio, ma viene usato solo per rendere l’idea di ciò che, in qualche modo, si intende) in cui tutto è completamente gratuito e a disposizione dei clienti (che poi chiamarli clienti in un luogo del genere è una cosa eufemistica e insensata…).
Nel Free Shop sono bandite le banconote, le monete, il baratto e qualsiasi forma di commercio: l’unico modo possibile che si ha per entrare in possesso di ciò che si desidera è… prenderlo e basta, accettando così il regalo che qualcun altro ha fatto, in precedenza, al negozio.
Succede a volte che un oggetto (libri, giocattoli, soprammobili, attrezzi, piccoli elettrodomestici, computer, ecc.) non ci serva più e non sappiamo cosa farne: capita che lo mettiamo in uno sgabuzzino o nel garage per poi, spesso, gettarlo via quando, magari, potrebbe essere ancora utile a qualcuno; oppure riceviamo in regalo qualcosa che non ci serve, oppure che possediamo già, e così via: per cui, possiamo riassumere che nel Free Shop sono presenti cose che nella nostra casa non hanno più un utilizzo, ma che potrebbero tornar utili a qualcun altro.
Il Free Shop non è un luogo in cui si fa riciclo, ma ricircolo, cioè si rimette in circolazione ciò che è diventato superfluo, non necessario alla nostra vita quotidiana.
Questo non implica un baratto o qualsivoglia forma di scambio.
C’è bisogno del Free Shop a Mira?
Partito da un’idea di Paolo Scortegagna e di Matteo Floreani, membri del gruppo L’Altra Metà di Meien (gruppo nato da una idea della nostra associazione, per far gestire lo spazio dedicato ai giovani all’interno del Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo da persone giovani), veniva sperimentata all’interno del Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo 2005 una versione… da campo del Free Shop. Nell’edizione 2006 della manifestazione, grazie all’esperienza dell’anno precedente, lo abbiamo riproposto, con l’aiuto del gruppo “Controsenso”, allestendo un prefabbricato per accoglierlo: il Free Shop ha riscosso grande interesse e curiosità nel pubblico presente alla manifestazione, raccogliendo e facendo entrare in ricircolo una grande quantità di oggetti.
Spesso ci si è trovati di fronte alla richiesta, da parte di chi entrava in questo Free Shop all’interno del Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo, se esisteva una sede stabile del Free Shop, dandoci la consapevolezza della bontà dell’idea.
Partendo proprio da questa domanda, dopo aver presentato il progetto sia alla giunta Marcato che alla giunta Carpinetti, l’Associazione Culturale Srazz decideva di rompere gli indugi.
Nel 2008-2009, per un periodo di sei mesi, il Free Shop è stato aperto (da dicembre 2008 a maggio 2009), il martedì dalle 9,00 alle 12,00 e il giovedì dalle 15,30 alle 19,00) in Via Borromini 21: in questi mesi abbiamo ricevuto e catalogato oltre 11.000 oggetti (dalle televisioni agli orecchini, dai computer ai pannolini, dai giocattoli per bambini ai lettori di videocassette…) e ci sono state più di mille persone che si sono registrate e che hanno portato o preso oggetti dando, dopo l’ottima esperienza del Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo 2006, alla nostra idea il segno concreto della sua bontà e importanza.
In questi tempi, in cui sembra non ci sia freno ai consumi, che stanno portando alla distruzione del mondo così come lo conosciamo adesso, non crediamo azzardato proporre l’apertura di un luogo come il Free Shop, anche partendo dalle considerazioni sull’attuale crisi economica in cui stiamo vivendo, dove una grossa fetta delle famiglie non riesce ad arrivare, dignitosamente, a fine mese.
Lo spirito di questo negozio è diverso: si dà se si ha voglia di dare e si prende se c’è qualcosa che ci serve…
La condivisione di quanto superfluo o di non più utilizzato è un primo passo per costruire una comunità forte e compatta, basata su un fraterno sentimento di solidarietà e di rispetto dell’ambiente.
Per cui il Free Shop non è un’idea astratta, o utopistica, di vita in comunità, ma un luogo reale in cui toccare con mano quest’idea diversa di vivere questo tempo.
Il pRogetto
Per la riapertura di quello che è stato il primo Free Shop realizzato in Italia, non c’è bisogno di molte cose per poter cominciare a operare: i locali della stazione di Mira Buse (piano terra e primo piano, come da sopralluogo del 21 maggio 2010), sono da ritenersi idonei come luogo in cui allestirlo: lo spazio è ampio, di facile individuazione, comunicazione e dotato di un ampio parcheggio.
Non ci è dato sapere, allo stato attuale, se gli impianti sono a norma o dovranno essere rinnovati.
L’Associazione Culturale Srazz potrebbe farsi carico dei lavori di pulizia e disinfezione dei locali, la dipintura dei muri e degli infissi interni, la rimessa in funzione del bagno che sembrerebbe non essere, allo stato, utilizzabile.
Eventuali spese per energia elettrica, acqua, gas non vedrebbero l’Associazione contraria a una discussione sul come e sul quanto farsene carico.
I locali dovrebbero essere arredati per essere accoglienti, con scaffali per esporre gli articoli donati, un paio di tavoli (scaffali e tavoli potrebbero essere recuperati dal magazzino comunale) ed eventualmente un computer.
Contestualmente sarebbe riaperto anche il sito internet che conterrà gli oggetti via via presenti nel Free Shop.
Il Free Shop sarà gestito dai soci dell’Associazione Srazz che ne assicureranno l’apertura dal martedì al sabato, con orari da stabilire e la domenica mattina, la pulizia, la raccolta e la verifica degli oggetti, l’aggiornamento del sito internet, eventuali eventi culturali a sostegno dell’iniziativa e la comunicazione.
Il Free Shop non si limiterà a essere solo un luogo in cui portare o prendere le cose, ma si farà promotore di incontri e attività che saranno incentrate sulla cultura in generale e, in particolare, sul rispetto dell’ambiente, sul consumo consapevole, sul riciclo e il ricircolo di quanto non più utilizzato, su forme di economia alternative, ecc.
Data l’assoluta novità di questo tipo di negozio, unico del suo genere in Italia al momento della sua prima apertura ufficiale in via Borromini 21, per il suo avvio e consolidamento, crediamo sia da valutare in cinque anni il periodo per poter verificare, in maniera corretta, i risultati conseguiti: la relazione, lo scambio e il coinvolgimento delle varie istituzioni e servizi che operano nel sociale all’interno della pubblica amministrazione, così come il rapporto con associazioni e gruppi, li riteniamo elementi opportuni e fondanti per un percorso che sia di crescita e di presa di coscienza da parte di tutti gli abitanti del territorio interessato dall’iniziativa.
Si cercherà anche di instaurare un rapporto privilegiato di collaborazione e di scambio con Veritas, l’azienda che si occupa dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani nel territorio del veneziano, sia per sensibilizzare i dipendenti dell’Azienda che per divulgare quest’idea a tutti i loro utenti e, in collaborazione con l’Ecocentro da loro gestito, diventare un riferimento per gli oggetti ancora utilizzabili e recuperabili.
Per far conoscere l’iniziativa, saranno utilizzati tutti i canali istituzionali, quali pubblicazioni cartacee, siti internet, presenza nelle manifestazioni più importanti organizzate dall’Amministrazione Comunale, organizzazione di un evento annuale dedicato a divulgare l’idea del Free Shop, oltre che alla presenza, per tutta la durata della manifestazione, all’interno del Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo.
Concludendo, siamo profondamente convinti che il Free Shop sia una grande opportunità, per l’Amministrazione Comunale di Mira, di percorrere per prima questa strada innovativa, unica del genere, come si diceva, in Italia: il Free Shop non è solo uno sterile esercizio di etica ambientale fine a se stesso, uno scaricarsi la coscienza, ma una vera e propria rivoluzione nel modo di pensare il vivere quotidiano che deve essere trasmesso alla popolazione e, come tale, richiede una scelta ferma e decisa nel sostegno di questa iniziativa, che passa non solo attraverso il contributo finanziario, ma una decisa presa di posizione che è il dare una corsia preferenziale alla sua realizzazione. L’assegnazione di un luogo adatto sarebbe un segno tangibile di questa intenzione veicolando, nel contempo, il fatto che tale investimento è frutto di una precisa scelta e impegno da parte dell’Amministrazione Comunale evidenziando una precisa vocazione nel cercare di incidere, concretamente, su uno stile di vita fatto di superfluo, di spreco e di individualismo spinto.
Il Free Shop vuole essere un modo per combattere lo spreco, ma anche per diffondere il germe dell’essenzialità, del mutuo aiutarsi, di un modo diverso, creativo e etico di sbarazzarsi del superfluo, senza generare rifiuto, immondizia.
Il miglior smaltimento, potrebbe essere uno slogan che l’Amministrazione potrebbe far proprio, è rimettere in circolazione ciò che non serve più.
Il rEgolamento
Di seguito riportiamo una bozza di regolamento in cui compaiono le regole di comportamento e di uso del Free Shop.
Eccole quindi:
• È fondamentale portare rispetto verso le merci e le persone quando si è all’interno del Free Shop.
• Gli oggetti devono essere in buono stato. Sono accettati anche oggetti non perfettamente integri ma facilmente riparabili.
• Per essere certi della provenienza degli oggetti depositati, si chiederà a chi li porta di firmare un modulo in cui dichiara di esserne proprietario e la sua volontà di donarlo al Free Shop.
• Chiunque prenda un oggetto dal Free Shop si impegna a riportarlo nel caso in cui scopra di non averne bisogno. Dato lo spirito dell’iniziativa, si ha obbligo morale di non rivendere a terzi quanto preso.
• Si possono prendere, al massimo, tre oggetti per volta.
• All’interno del Free Shop è vietata la compravendita delle merci.
• Ogni oggetto donato al Free Shop dovrà essere corredato dal certificato di donazione compilato in tutte le sue parti.
• Ogni oggetto preso dal Free Shop dovrà essere corredato da un attestato di donazione compilato in tutte le sue parti.
Il lIbro degli oSpiti
(un pIccolo eStratto)
Massimo Conte Scrive:
è molto valida per essere più uniti con le altre persone
Amarilli Scrive:
ci vorrebbe una cosa simile anche qui, ma forse in un paese piccolo c’è più attenzione a queste cose, a milano ne farebbero subito business (vedo come funzionano i negozietti di usato per bambini)
Francesco Scrive:
è un’ottima cosa in sé perché cerca di rivitalizzare un quartiere dove non c’è nulla, a parte il supermercato, la tintoria e alcuni ambulatori, tutti i negozi che hanno tentato in questi anni poi hanno chiuso
Amarilli Scrive:
è proprio una bella iniziativa, molto equa e solidale e… civile, di questi tempi poi che non circola molto benessere. Bravi!
Manuela Scrive:
bell’idea!!
Monica Scrive:
Ho trascorso il weekend a svuotare cassetti e armadi per trovare oggetti per il free shop e questo mi ha fatto sentire bene. grazie
Diana Scrive:
Quando si può aiutare il prossimo in qualsiasi modo ci si sente sereni
Emanuele Scrive:
Ho trovato altre cose da portare, e individuato altre che mi servirebbero. Spero solo che non se le prendano prima di me. e se anche così sarà, pazienza! Andranno comunque a chi ne farà un buon ri-uso!
Barbara e Joseph Scrivono:
Questo è il percorso giusto e diretto per aiutare ed avvicinare il prossimo. Continuate così. In questa società che di sicuro non si può definire altruista… con questo facciamo sentire la nostra di voce… Bravi.
Caterina Scrive:
Lo spreco non mi è mai piaciuto. Ogni volta che devo buttare una cosa utilizzabile, perché non la utilizzo, mi sento male. Ho cominciato portando al Free shop, poi ho scoperto cose che servivano a me… fantastico!
Giamba Scrive:
Idea moderna/attuale, da promuovere assolutamente
Linda Scrive:
Bellissima idea, ce ne vorrebbero di più!
Franca Scrive:
Anch’io voglio esprimere il mio apprezzamento per quest’idea di FREE SHOP.
Complimenti agli operatori per la loro disponibilità e attenzione. Grazie
Emanuele Scrive:
Ho portato a casa un paio di tappetini scendiletto, li ho provati e sono perfettamente funzionanti! Si sono adeguati immediatamente al parquet di camera mia senza alcun problema. Grazie free shop!
Ruggero Scrive:
Butti via e ti rammarichi, qui almeno, forse, potrebbero essere utili ad altri.
Peccato che il luogo sia piccolo!
Bonetti Antonia Scrive:
Abbiamo visitato il free shop di Mira e ne siamo entusiasti, persone gentili e cortesi, auguro un buon anno e un buon successo
Nico Scrive:
È un progetto interessante e coraggioso: mi auguro che l’amministrazione comunale sappia garantire gli spazi adeguati affinché quest’idea – davvero innovativa – possa essere sviluppata.
Marina Rossi Scrive:
lo trovo utile , piuttosto di buttare la roba è meglio darla a chi ne ha bisogno….
Valentina Corrò Scrive:
bello!!!! voglio venire e portarci mia nonna che abita a Mira!!
Frankie Mora Scrive:
Tremenda idea di libertà…
Laura Golfetto Scrive:
che bella cosa!
Marco Sacco Scrive:
Ciao Ragazzi, io non vi conosco ma sostengo senz’altro questa idea. Siccome molti sarebbero interessati a venire, a ricevere un regalo o a farlo, ricordate a tutti ogni tanto tramite mail della sua esistenza, grazie! PS ma quant’è grande lo spazio?
Flavio Di Nardo Scrive:
Heila! bella li ragazzi!!!io abito un po’ lontanuccio però se passo dalle vostre parti un salto a vedere e lasciare in dono qualcosa lo faccio più che volentieri!!!!
Ilaria Rossi Scrive:
è fantastica come idea, avrei mezza casa da lasciarvi li! xD
Luca Tiengo Scrive:
Bello!
Paolo Ticozzi Scrive:
bella iniziativa!