Riecco il Free Shop (Time iS oVer) – Provisional Version


Sede provvisorio Free Shop

In basso a destra il luogo in cui può sorgere la Sede provvisorio Free Shop

Qualcuno ha detto che bisognava pubblicare tutte e due le lettere protocollate l’8 novembre scorso.
E chi ha mai detto il contrario?
A volte le cose bisogna centellinarle e non bruciarle subito, come un amore adolescenziale, a esempio.
Certo, di posti lasciati vuoti e inutilizzati a Mira c’è solo l’imbarazzo della scelta e della conoscenza.
C’è una casa delle associazioni, che più una casa sembra un luogo dove, chi più lavora di “prepotenza” vince.
Noi avevamo uno spazio, uno spazio congruo a ciò che in questa città abbiamo riversato.
Un paio di assessore poco avvedute ci ha richiesto, tempo fa, di lasciar lo spazio che tanto ce n’era di disponibile…
Promesse da marinaio, se fossero uomini.
Ma sono donne e, di conseguenza…
“Usate via Borromini, non ci sono problemi!”.
Adesso, per entrarci, bisogna:
compilare un modulo comunale,
attendere l’assenso,
andare alla posta,
versare un obolo (a che titolo??????) di € 5,00 più le spese postali
portare il versamento all’ufficio designato
fare anticamera
ricevere una chiave
fare la riunione, la sera
al mattino dopo
riconsegnare la chiave…
se questo non è voler affossare l’associazionismo!
come la festa delle consulte
diventata festa dello sport e dell’associazionismo
e ora solo dello sport
PECCATO CHE USINO IL LOGO DELLA FESTA DELLE CONSULTE!!!!
amministratori minuscoli senza il dono della memoria
cosa che invece, attorno a loro, molti hanno!
e sta arrivando il tempo…
ci eravano, nel post precendente, soffermati sulla poca lungimiranza dei pollitici.
che dire dell’inconsistente, inutile e vuota ottusità di tecnici e dirigenti?
ci sarebbe un bel manuale da scrivere.

mah, intanto postiamo la domanda per una sede provvisoria e transitoria per il Free Shop, partendo dal presupposto che NOI, STAMPATELLO MAIUSCOLO CHE NELLA NETIQUETTE SIGNIFICA URLARE, abbiamo sempre onorato la parola data, senza chiedere nulla, senza ricattare nessuno, senza alzare polveroni.
Fa parte di un altro tomo, questo argomento, per cui sorvoliamo.

A Mira esistono spazi vuoti, lasciati marcire, senza risposte e senza giustificazioni.

AL SIG. SINDACO DEL COMUNE DI MIRA

ALL’ASSESSORE SILVIA CARLIN

Io sottoscritto Michele Saviolo nato a XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX, residente in XXXXXXXXXXX, XXXXXXXXXXXXXXX, codice XXXXXXXXXXXXXXXXXX, in qualità di legale rappresentante dell’Associazione Culturale Srazz, con sede in Via Toti, 33 – 30034 Mira, codice fiscale 90097790274, ideatrice dell’iniziativa Free Shop, a seguito della domanda di convenzione quinquennale per la realizzazione dell’iniziativa Free Shop nella stazione ferroviaria di Mira Buse presentata in data 07 novembre 2011, ai ripetuti impegni presi sia in consiglio comunale che sulla stampa, data la situazione economica generale che il nostro paese sta vivendo e che ancora deve arrivare in tutta la sua “violenza”, dato il riconoscimento dato dalle persone che hanno frequentato il Free Shop nel periodo di apertura tra dicembre 2009 e fine maggio 2010, in numero superiore a 600 e con un volume di scambio superiore ai 10.000 pezzi, in un periodo che è stato limitato a un tempo di apertura del “negozio” di circa 120 ore, e questi dati non posso non riconoscere, nei fatti, la bontà e l’efficacia dell’iniziativa che, al tempo, era unica nel territorio nazionale e si è rivelata capostipite di una serie di iniziative simili e a seguito delle numerose richieste che ci pervengono quotidianamente

C H I E D E

nel periodo di tempo a partire da oggi, fino alla data di assegnazione della stazione ferroviaria di Mira Buse (o altra sede che l’ammistrazione comunale di comune accordo con la scrivente associazioni individuerà), come da richiesta soprascritta, di poter usufruire di uno di questi spazi (vuoti e inutilizzati da tempo) di seguito elencati, per poter rimettere in piedi, in forma provvisoria, l’iniziativa:

  • ex farmacia comunale nel centro commerciale Mira Sole;
  • locale (che nel progetto doveva essere adibito a bar-caffetteria) vuoto a lato della biblioteca di Oriago;
  • palazzina ex sede del Genio Civile, adiacente al Municipio di Mira.

Intendiamo chiarire che l’uso sarà in via provvisoria ci impegniamo, eventualmente ci fosse assegnato uno di questi luoghi, con un preavviso di almeno 4 settimane, a liberarlo da tutti gli oggetti e arredi che porteremo.

Per comunicazioni attraverso la posta ordinaria indirizzare a Ass. Cult. Srazz c/o Arcipelago Centro Progetti via Borromini 21 – 30034 Mira, posta elettronica: tamtam.srazz@gmail.com, telefono: 3483585065.

Mira, 7 novembre 2011.

Cordiali saluti.

Associazione Culturale Srazz

Michele Saviolo

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Riecco il Free Shop (Time iS oVer)

Time is over

Time iS oVer

Come ci eravamo prefissati, poco più di un anno fa, di aspettare in silenzio e vedere cosa succedeva, rieccoci qui, con l’idea di rimettere in movimento l’idea del Free Shop (e non solo…) che questa amministrazione ottusa, bigotta e chiusa in se stessa ha deciso di affossare.
Lo dicemmo un anno fa e lo ripetiamo adesso: perché non hanno il coraggio di dire le cose come stanno?
Perché non dicono, semplicemente, che con noi non hanno voglia di collaborare, che l’idea gli sembra stupida, inutile…
Dirlo con parole semplici, come semplicemente gli abbiamo chiesto un posto in cui poter riaprire quel Free Shop che loro ci hanno chiuso con la promessa, entro tre mesi, di darci una nuova collocazione.
Siamo stati pazienti, ma non ci siamo dimenticati.
Si avvicinano tempi in cui conterà raccogliere ciò che si è seminato e siamo certi che anche questo conterà perché, in fondo, più che politici, sono ragionieri del consenso, a scadenza mentre, tra l’inizio e la fine, se ne dimenticano.

Ecco la prima domanda delle due protocollate, tra i nervosismi dell’ufficio preposto, ma ne abbiamo indirizzata una a tutti gli assessori che, a vario titolo, si sono interessati a questa iniziativa.
E, come è ovvio, pubblicheremo la risposta.
Sempre che arrivi.
Non ci riteniamo delle persone arroganti, ma pensiamo di essere dei cittadini che hanno un’idea che si è dimostrata ottima sotto tutti gli aspetti, lavorando senza farci notare e, proprio per questo, pretenderemo, da cittadini, che la pubblica amministrazione rispondesse a lettere chiare, come il signor sindaco disse nei dibattiti a villa dei Leoni durante la campagna elettorale di oltre 4 anni fa: un modo diverso di intendere il governare la città, in ascolto e a contatto con i cittadini…

AL SIG. SINDACO DEL COMUNE DI MIRA

ALL’ASSESSORE SILVIA CARLIN

Io sottoscritto Michele Saviolo nato a XXXXXXXXXXXXXXXXXX, residente in XXXXXXXXX, XXXXXXXXX, in qualità di legale rappresentante dell’Associazione Culturale Srazz, con sede in Via Toti, 33 – 30034 Mira, codice fiscale 90097790274, ideatrice dell’iniziativa Free Shop (di cui è allegato il progetto), a seguito del sopralluogo alla stazione ferroviaria di Mira Buse del 21 maggio 2010 e ai successivi colloqui con l’assessore Carlin, ai ripetuti impegni presi sia in consiglio comunale che sulla stampa, a seguito della lettera presentata il 10 ottobre 2010, numero di protocollo 34408 per la realizzazione dell’iniziativa Free Shop, data la situazione economica generale che il nostro paese sta vivendo e che ancora deve arrivare in tutta la sua “violenza”, dato il riconoscimento dato dalle persone che hanno frequentato il Free Shop nel periodo di apertura tra dicembre 2009 e fine maggio 2010, in numero superiore a 600 e con un volume di scambio superiore ai 10.000 pezzi, in un periodo che è stato limitato a un tempo di apertura del “negozio” di circa 120 ore, e questi dati non posso non riconoscere, nei fatti, la bontà e l’efficacia dell’iniziativa che, al tempo, era unica nel territorio nazionale e si è rivelata capostipite di una serie di iniziative simili

C H I E D E

la concessione della stazione ferroviaria di Mira Buse con una convenzione quinquennale, nei termini illustrati nel progetto allegato.

Per comunicazioni attraverso la posta ordinaria indirizzare a Ass. Cult. Srazz c/o Arcipelago Centro Progetti via Borromini 21 – 30034 Mira, posta elettronica: tamtam.srazz@gmail.com.

Mira, 07 novembre 2011.

Cordiali saluti.

Associazione Culturale Srazz

Michele Saviolo

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Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo Decima Edizione

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Wasted Time (Free Shop Focusing)

clicca sull'immagine per leggere la lettera

Erano i giorni in cui l’amministrazione mirese ci stava gambizzando.
e lo faceva utilizzando uno stile utilizzato e messo in atto, in altri luoghi e in altri ambiti, da persone vicine al partito che governa il nostro paese: il fango, libero e gratuito.
Erano i giorni in cui, per qualche motivo a noi sconosciuto, al signor sindaco di Mira, qualcosa batteva in testa contro di noi e ha dato voce, in modo perlomeno inopportuno, a cose che non avevano fondamento.
Erano giorni in cui ci siamo auto sospesi per un periodo…
che presto finirà.
Riportiamo un passo del comunicato stampa del suddetto sindaco, passo che ci ha spinti a chiedere una convenzione con l’amministrazione mirese, dato che i tempi erano maturi…

“Sul Free Shop: solo in questi giorni, finalmente, si è riusciti a sbloccare una complessa vicenda che presto porterà alla individuazione di un luogo idoneo per ospitare questa iniziativa.”
29 07 2010
Comunicato stampa del Sindaco Michele Carpinetti

Anche in consiglio comunale, se non ricordiamo male era tra fine anno 2009 e i primi mesi del 2010, si era preso l’impegno di risolvere tutto entro poco, e su questo Nico potrebbe illuminarci con la sua memoria precisa e puntuale.
A queste righe aggiungiamo anche un’affermazione di oltre un anno fa del nostro prode assessore alla cultura nonchè vicesindaco che, ancora una volta, brilla per la sua latitanza, stavolta non fisica, ma intellettuale, dato che la biblioteca di oriago, l’ex farmacia del mirasole erano state da noi suggerite e proposte:

“Sul Free Shop ci stiamo lavorando. Si potrebbe collocare il Free Shop in Biblioteca a Oriago, oppure in Villa dei Leoni o nella ex farmacia al centro commericale Mirasole. Con i colleghi assessori Gasparini e Cestonaro stiamo lavorando a una soluzione definitiva e penso che tra tre o quattro settimane potremmo riuscire a formularla.”
Davide Meggiato (definito “il Vice”… )
Gazzettino
22 10 2009
Luisa Giantin

E non possiamo non riportare le parole di un’altra assessore donna la quale, circa un mese prima del nostro assessore-latitante, diceva a Gente Veneta:

“Ad ogni modo la Srazz non è stata abbandonata dall’ amministrazione. È stata anzi apprezzata l’ iniziativa del Free Shop, che riteniamo interessante e ci siamo attivati per individuare altri spazi più idonei”
Margherita Gasparini (definita assessore alle politiche Associative (o A-sociative?))
Gente Veneta
27 09 2009
Silvia Tessari

La risposta che ci è giunta oggi è quanto di più chiaro e frustrante potesse succedere e disattende tutte le parole da loro dette.
Leggetela, aiutateci a capire.
Ci piacerebbe che qualcuno ci spiegasse dove sta la verità!

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Sollecito alle domande presentate

Il sindaco tace, per cui cerchiamo una via alternativa.
È cominciato il nuovo anno, ma le cose sono ferme come lo sono da oltre 18 mesi.
Dopo la tempesta estiva, che ancora ci vede in attesa sulla riva, il Meggiato, dato che era stato messo all’ordine del giorno di una riunione della consulta cultura ma che lui chiese di omettere perché, disse a interposta persona (questo accadeva a ottobre), che nel giro di poco si sarebbe fatto sentire, per parlare del Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo.
Si è ancora in attesa, ma le parole sono sempre state veloci, da quelle parti.
E si dirà che ci sono mille cose da fare, mille cose da pensare.
Come se le cose le facesse solo lui, mentre gli altri giochicchiamo.
Siamo in attesa.
Come sempre.
Come siamo in attesa di capire il caro Giovi che fine ha fatto… dato che le sue parole sono state rese pubbliche.
Lo abbiamo invitato a venire a incontrarci, dato che sappiamo (non per sentito dire, ma perché c’è la certezza matematica che lo sia) che di Mira è: perché ti nascondi?
Di cosa hai paura?
Vi riportiamo la nostra ultima fatica burocratica, protocollata il 5 gennaio scorso.
Speriamo vada da qualche altra parte rispetto alle due precedenti.
Buon anno a tutti.
Proprio a tutti.

ALL’ASSESSORE SILVIA CARLIN
Il sottoscritto xxxxxxxxxxxxxxx nato a xxxxxxxxxxxxxxxxx, residente in xxxxxxxxxx, xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx, in qualità di legale rappresentante dell’Associazione Culturale Srazz, con sede in Via Toti, 33 – 30034 Mira, ideatrice dell’iniziativa Free Shop, a seguito della domanda di convenzione quinquennale per la realizzazione dell’iniziativa Free Shop nella stazione ferroviaria di Mira Buse presentata in data 10 novembre 2010 numero di protocollo 34408 e la successiva richiesta di una sede provvisoria presentata in data 2 dicembre 2010 numero di protocollo 36981, a seguito delle numerose richieste che ci pervengono quotidianamente da cittadini miresi e non circa la riapertura del Free Shop, in relazione alle ripetute prese di posizione dell’Amministrazione mirese che, da giugno 2009 si susseguono ripetendo che la soluzione per una sede per il Free Shop è stata trovata, constatando che la situazione economica generale locale e nazionale è ancora molto critica e questa nostra idea si è dimostrata utile per aiutare la cittadinanza: a fronte di tutto ciò, l’Associazione Culturale Srazz, come nel suo normale operare

C H I E D E

a codesta Amministrazione una risposta alle domande di cui sopra.
Per comunicazioni attraverso la posta ordinaria indirizzare a Ass. Cult. Srazz c/o Arcipelago Centro Progetti via Borromini 21 – 30034 Mira.
Mira, 4 gennaio 2011.
Cordiali saluti.
Associazione Culturale Srazz

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Presentazione domanda per una sede provvisoria per il Free Shop a Mira

Postiamo la domanda presentata giovedì 2 dicembre in comune a Mira per avere una sede provvisoria per il Free Shop, in attesa della stazione di Mira Buse. Facciamo presente che l’ex farmacia è stata richiesta da noi fin dal 2005 mentre il locale della Biblioteca di Oriago è da più di un anno che lo proponiamo a ogni occasione…. speriamo che questa sia la volta buona.

ps: da due mesi stiamo aspettando una telefonata che qualcuno ha detto che ci avrebbe fatto.

AL SIG. SINDACO DEL COMUNE DI MIRA
ALL’ASSESSORE SILVIA CARLIN

Io sottoscritto Michele xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx, in qualità di legale rappresentante dell’Associazione Culturale Srazz, con sede in Via Toti, 33 – 30034 Mira, codice fiscale 90097790274, ideatrice dell’iniziativa Free Shop, a seguito della domanda di convenzione quinquennale per la realizzazione dell’iniziativa Free Shop nella stazione ferroviaria di Mira Buse presentata in data 10 novembre 2010 numero di protocollo 34408 e a seguito delle numerose richieste che ci pervengono quotidianamente

C H I E D E

nel periodo di tempo a partire da oggi, fino alla data di assegnazione della stazione ferroviaria di Mira Buse, come da richiesta soprascritta, di poter usufruire di uno di questi spazi (vuoti e inutilizzati da tempo) di seguito elencati, per poter rimettere in piedi, in forma provvisoria, l’iniziativa:
- ex farmacia comunale nel centro commerciale Mira Sole;
- locale (che nel progetto doveva essere adibito a bar-caffetteria) vuoto a lato della biblioteca di Oriago.
Intendiamo chiarire che l’uso sarà in via provvisoria ci impegniamo, eventualmente ci fosse assegnato uno di questi luoghi, con un preavviso di almeno 4 settimane, a liberarlo da tutti gli oggetti e arredi che porteremo.
Per comunicazioni attraverso la posta ordinaria indirizzare a Ass. Cult. Srazz c/o Arcipelago Centro Progetti via Borromini 21 – 30034 Mira.
Mira, 25 novembre 2010.
Cordiali saluti.
Associazione Culturale Srazz

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Presentazione domanda Free Shop – Stazione di Mira Buse

Postiamo la domanda protocollata in Comune a Mira lo scorso 10 novembre, come da richiesta dell’assessore Carlin.

Vi terremo informati degli sviluppi, che speriamo positivi e a stretto giro.

AL SIG. SINDACO DEL COMUNE DI MIRA

ALL’ASSESSORE SILVIA CARLIN

Io sottoscritto Michele XXXXXXXX XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX, in qualità di legale rappresentante dell’Associazione Culturale Srazz, con sede in Via Toti, 33 – 30034 Mira, codice fiscale 90097790274, ideatrice dell’iniziativa Free Shop (di cui è allegato il progetto), a seguito del sopralluogo alla stazione ferroviaria di Mira Buse del 21 maggio 2010 e ai successivi colloqui con l’assessore Carlin, per la realizzazione dell’iniziativa Free Shop

Ci sembra giusto riproporlo, leggendo qui e là.

C H I E D E

la concessione della stazione ferroviaria di Mira Buse con una convenzione quinquennale, nei termini illustrati nel progetto allegato.

Per comunicazioni attraverso la posta ordinaria indirizzare a Ass. Cult. Srazz c/o Arcipelago Centro Progetti via Borromini 21 – 30034 Mira.

Mira, 10 novembre 2010.

Cordiali saluti.

Associazione Culturale Srazz

Michele XXXXXXXXX

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FREE SHOP

Mira, 10 novembre 2010.

xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx Associazione Culturale Srazz – Tutti i Diritti Riservati

L’iDea

Ma che cos’è il Free Shop?

È un negozio (anche se negozio è un termine non adatto, perché all’interno del Free Shop non c’è commercio, ma viene usato solo per rendere l’idea di ciò che, in qualche modo, si intende) in cui tutto è completamente gratuito e a disposizione dei clienti (che poi chiamarli clienti in un luogo del genere è una cosa eufemistica e insensata…).

Nel Free Shop sono bandite le banconote, le monete, il baratto e qualsiasi forma di commercio: l’unico modo possibile che si ha per entrare in possesso di ciò che si desidera è… prenderlo e basta, accettando così il regalo che qualcun altro ha fatto, in precedenza, al negozio.

Succede a volte che un oggetto (libri, giocattoli, soprammobili, attrezzi, piccoli elettrodomestici, computer, ecc.) non ci serva più e non sappiamo cosa farne: capita che lo mettiamo in uno sgabuzzino o nel garage per poi, spesso, gettarlo via quando, magari, potrebbe essere ancora utile a qualcuno; oppure riceviamo in regalo qualcosa che non ci serve, oppure che possediamo già, e così via: per cui, possiamo riassumere che nel Free Shop sono presenti cose che nella nostra casa non hanno più un utilizzo, ma che potrebbero tornar utili a qualcun altro.

Il Free Shop non è un luogo in cui si fa riciclo, ma ricircolo, cioè si rimette in circolazione ciò che è diventato superfluo, non necessario alla nostra vita quotidiana.

Questo non implica un baratto o qualsivoglia forma di scambio.

C’è bisogno del Free Shop a Mira?

Partito da un’idea di Paolo Scortegagna e di Matteo Floreani, membri del gruppo L’Altra Metà di Meien (gruppo nato da una idea della nostra associazione, per far gestire lo spazio dedicato ai giovani all’interno del Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo da persone giovani), veniva sperimentata all’interno del Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo 2005 una versione… da campo del Free Shop. Nell’edizione 2006 della manifestazione, grazie all’esperienza dell’anno precedente, lo abbiamo riproposto, con l’aiuto del gruppo “Controsenso”, allestendo un prefabbricato per accoglierlo: il Free Shop ha riscosso grande interesse e curiosità nel pubblico presente alla manifestazione, raccogliendo e facendo entrare in ricircolo una grande quantità di oggetti.

Spesso ci si è trovati di fronte alla richiesta, da parte di chi entrava in questo Free Shop all’interno del Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo, se esisteva una sede stabile del Free Shop, dandoci la consapevolezza della bontà dell’idea.

Partendo proprio da questa domanda, dopo aver presentato il progetto sia alla giunta Marcato che alla giunta Carpinetti, l’Associazione Culturale Srazz decideva di rompere gli indugi.

Nel 2008-2009, per un periodo di sei mesi, il Free Shop è stato aperto (da dicembre 2008 a maggio 2009), il martedì dalle 9,00 alle 12,00 e il giovedì dalle 15,30 alle 19,00) in Via Borromini 21: in questi mesi abbiamo ricevuto e catalogato oltre 11.000 oggetti (dalle televisioni agli orecchini, dai computer ai pannolini, dai giocattoli per bambini ai lettori di videocassette…) e ci sono state più di mille persone che si sono registrate e che hanno portato o preso oggetti dando, dopo l’ottima esperienza del Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo 2006, alla nostra idea il segno concreto della sua bontà e importanza.

In questi tempi, in cui sembra non ci sia freno ai consumi, che stanno portando alla distruzione del mondo così come lo conosciamo adesso, non crediamo azzardato proporre l’apertura di un luogo come il Free Shop, anche partendo dalle considerazioni sull’attuale crisi economica in cui stiamo vivendo, dove una grossa fetta delle famiglie non riesce ad arrivare, dignitosamente, a fine mese.

Lo spirito di questo negozio è diverso: si dà se si ha voglia di dare e si prende se c’è qualcosa che ci serve…

La condivisione di quanto superfluo o di non più utilizzato è un primo passo per costruire una comunità forte e compatta, basata su un fraterno sentimento di solidarietà e di rispetto dell’ambiente.

Per cui il Free Shop non è un’idea astratta, o utopistica, di vita in comunità, ma un luogo reale in cui toccare con mano quest’idea diversa di vivere questo tempo.

Il pRogetto

Per la riapertura di quello che è stato il primo Free Shop realizzato in Italia, non c’è bisogno di molte cose per poter cominciare a operare: i locali della stazione di Mira Buse (piano terra e primo piano, come da sopralluogo del 21 maggio 2010), sono da ritenersi idonei come luogo in cui allestirlo: lo spazio è ampio, di facile individuazione, comunicazione e dotato di un ampio parcheggio.

Non ci è dato sapere, allo stato attuale, se gli impianti sono a norma o dovranno essere rinnovati.

L’Associazione Culturale Srazz potrebbe farsi carico dei lavori di pulizia e disinfezione dei locali, la dipintura dei muri e degli infissi interni, la rimessa in funzione del bagno che sembrerebbe non essere, allo stato, utilizzabile.

Eventuali spese per energia elettrica, acqua, gas non vedrebbero l’Associazione contraria a una discussione sul come e sul quanto farsene carico.

I locali dovrebbero essere arredati per essere accoglienti, con scaffali per esporre gli articoli donati, un paio di tavoli (scaffali e tavoli potrebbero essere recuperati dal magazzino comunale) ed eventualmente un computer.

Contestualmente sarebbe riaperto anche il sito internet che conterrà gli oggetti via via presenti nel Free Shop.

Il Free Shop sarà gestito dai soci dell’Associazione Srazz che ne assicureranno l’apertura dal martedì al sabato, con orari da stabilire e la domenica mattina, la pulizia, la raccolta e la verifica degli oggetti, l’aggiornamento del sito internet, eventuali eventi culturali a sostegno dell’iniziativa e la comunicazione.

Il Free Shop non si limiterà a essere solo un luogo in cui portare o prendere le cose, ma si farà promotore di incontri e attività che saranno incentrate sulla cultura in generale e, in particolare, sul rispetto dell’ambiente, sul consumo consapevole, sul riciclo e il ricircolo di quanto non più utilizzato, su forme di economia alternative, ecc.

Data l’assoluta novità di questo tipo di negozio, unico del suo genere in Italia al momento della sua prima apertura ufficiale in via Borromini 21, per il suo avvio e consolidamento, crediamo sia da valutare in cinque anni il periodo per poter verificare, in maniera corretta, i risultati conseguiti: la relazione, lo scambio e il coinvolgimento delle varie istituzioni e servizi che operano nel sociale all’interno della pubblica amministrazione, così come il rapporto con associazioni e gruppi, li riteniamo elementi opportuni e fondanti per un percorso che sia di crescita e di presa di coscienza da parte di tutti gli abitanti del territorio interessato dall’iniziativa.

Si cercherà anche di instaurare un rapporto privilegiato di collaborazione e di scambio con Veritas, l’azienda che si occupa dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani nel territorio del veneziano, sia per sensibilizzare i dipendenti dell’Azienda che per divulgare quest’idea a tutti i loro utenti e, in collaborazione con l’Ecocentro da loro gestito, diventare un riferimento per gli oggetti ancora utilizzabili e recuperabili.

Per far conoscere l’iniziativa, saranno utilizzati tutti i canali istituzionali, quali pubblicazioni cartacee, siti internet, presenza nelle manifestazioni più importanti organizzate dall’Amministrazione Comunale, organizzazione di un evento annuale dedicato a divulgare l’idea del Free Shop, oltre che alla presenza, per tutta la durata della manifestazione, all’interno del Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo.

Concludendo, siamo profondamente convinti che il Free Shop sia una grande opportunità, per l’Amministrazione Comunale di Mira, di percorrere per prima questa strada innovativa, unica del genere, come si diceva, in Italia: il Free Shop non è solo uno sterile esercizio di etica ambientale fine a se stesso, uno scaricarsi la coscienza, ma una vera e propria rivoluzione nel modo di pensare il vivere quotidiano che deve essere trasmesso alla popolazione e, come tale, richiede una scelta ferma e decisa nel sostegno di questa iniziativa, che passa non solo attraverso il contributo finanziario, ma una decisa presa di posizione che è il dare una corsia preferenziale alla sua realizzazione. L’assegnazione di un luogo adatto sarebbe un segno tangibile di questa intenzione veicolando, nel contempo, il fatto che tale investimento è frutto di una precisa scelta e impegno da parte dell’Amministrazione Comunale evidenziando una precisa vocazione nel cercare di incidere, concretamente, su uno stile di vita fatto di superfluo, di spreco e di individualismo spinto.

Il Free Shop vuole essere un modo per combattere lo spreco, ma anche per diffondere il germe dell’essenzialità, del mutuo aiutarsi, di un modo diverso, creativo e etico di sbarazzarsi del superfluo, senza generare rifiuto, immondizia.

Il miglior smaltimento, potrebbe essere uno slogan che l’Amministrazione potrebbe far proprio, è rimettere in circolazione ciò che non serve più.

Il rEgolamento

Di seguito riportiamo una bozza di regolamento in cui compaiono le regole di comportamento e di uso del Free Shop.

Eccole quindi:

• È fondamentale portare rispetto verso le merci e le persone quando si è all’interno del Free Shop.

• Gli oggetti devono essere in buono stato. Sono accettati anche oggetti non perfettamente integri ma facilmente riparabili.

• Per essere certi della provenienza degli oggetti depositati, si chiederà a chi li porta di firmare un modulo in cui dichiara di esserne proprietario e la sua volontà di donarlo al Free Shop.

• Chiunque prenda un oggetto dal Free Shop si impegna a riportarlo nel caso in cui scopra di non averne bisogno. Dato lo spirito dell’iniziativa, si ha obbligo morale di non rivendere a terzi quanto preso.

• Si possono prendere, al massimo, tre oggetti per volta.

• All’interno del Free Shop è vietata la compravendita delle merci.

• Ogni oggetto donato al Free Shop dovrà essere corredato dal certificato di donazione compilato in tutte le sue parti.

• Ogni oggetto preso dal Free Shop dovrà essere corredato da un attestato di donazione compilato in tutte le sue parti.

Il lIbro degli oSpiti

(un pIccolo eStratto)

Massimo Conte Scrive:

è molto valida per essere più uniti con le altre persone

Amarilli Scrive:

ci vorrebbe una cosa simile anche qui, ma forse in un paese piccolo c’è più attenzione a queste cose, a milano ne farebbero subito business (vedo come funzionano i negozietti di usato per bambini)

Francesco Scrive:

è un’ottima cosa in sé perché cerca di rivitalizzare un quartiere dove non c’è nulla, a parte il supermercato, la tintoria e alcuni ambulatori, tutti i negozi che hanno tentato in questi anni poi hanno chiuso

Amarilli Scrive:

è proprio una bella iniziativa, molto equa e solidale e… civile, di questi tempi poi che non circola molto benessere. Bravi!

Manuela Scrive:

bell’idea!!

Monica Scrive:

Ho trascorso il weekend a svuotare cassetti e armadi per trovare oggetti per il free shop e questo mi ha fatto sentire bene. grazie

Diana Scrive:

Quando si può aiutare il prossimo in qualsiasi modo ci si sente sereni

Emanuele Scrive:

Ho trovato altre cose da portare, e individuato altre che mi servirebbero. Spero solo che non se le prendano prima di me. e se anche così sarà, pazienza! Andranno comunque a chi ne farà un buon ri-uso!

Barbara e Joseph Scrivono:

Questo è il percorso giusto e diretto per aiutare ed avvicinare il prossimo. Continuate così. In questa società che di sicuro non si può definire altruista… con questo facciamo sentire la nostra di voce… Bravi.

Caterina Scrive:

Lo spreco non mi è mai piaciuto. Ogni volta che devo buttare una cosa utilizzabile, perché non la utilizzo, mi sento male. Ho cominciato portando al Free shop, poi ho scoperto cose che servivano a me… fantastico!

Giamba Scrive:

Idea moderna/attuale, da promuovere assolutamente

Linda Scrive:

Bellissima idea, ce ne vorrebbero di più!

Franca Scrive:

Anch’io voglio esprimere il mio apprezzamento per quest’idea di FREE SHOP.

Complimenti agli operatori per la loro disponibilità e attenzione. Grazie

Emanuele Scrive:

Ho portato a casa un paio di tappetini scendiletto, li ho provati e sono perfettamente funzionanti! Si sono adeguati immediatamente al parquet di camera mia senza alcun problema. Grazie free shop!

Ruggero Scrive:

Butti via e ti rammarichi, qui almeno, forse, potrebbero essere utili ad altri.

Peccato che il luogo sia piccolo!

Bonetti Antonia Scrive:

Abbiamo visitato il free shop di Mira e ne siamo entusiasti, persone gentili e cortesi, auguro un buon anno e un buon successo

Nico Scrive:

È un progetto interessante e coraggioso: mi auguro che l’amministrazione comunale sappia garantire gli spazi adeguati affinché quest’idea – davvero innovativa – possa essere sviluppata.

Marina Rossi Scrive:

lo trovo utile , piuttosto di buttare la roba è meglio darla a chi ne ha bisogno….

Valentina Corrò Scrive:

bello!!!! voglio venire e portarci mia nonna che abita a Mira!!

Frankie Mora Scrive:

Tremenda idea di libertà…

Laura Golfetto Scrive:

che bella cosa!

Marco Sacco Scrive:

Ciao Ragazzi, io non vi conosco ma sostengo senz’altro questa idea. Siccome molti sarebbero interessati a venire, a ricevere un regalo o a farlo, ricordate a tutti ogni tanto tramite mail della sua esistenza, grazie! PS ma quant’è grande lo spazio?

Flavio Di Nardo Scrive:

Heila! bella li ragazzi!!!io abito un po’ lontanuccio però se passo dalle vostre parti un salto a vedere e lasciare in dono qualcosa lo faccio più che volentieri!!!!

Ilaria Rossi Scrive:

è fantastica come idea, avrei mezza casa da lasciarvi li! xD

Luca Tiengo Scrive:

Bello!

Paolo Ticozzi Scrive:

bella iniziativa!

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Dall’archivio “nascosto” di Giannandrea Codroipo.

Caro Porcaro, (scrive il Codroipo nella mail che accompagna queste brevi citazioni)
stavo riordinando il mio studio e, tra il confanetto in vinile di Nick Drake, la copia originale di The Freewheelin’ Bob Dylan e il cd D’amortelocanto dei Kleinkief cadono a terra dei polverosi ritagli di giornale che avevo dimenticato da non so quanto tempo.
Devo dire che alcune frasi mi sono sembrate addirittura profetiche, dato il percorso che avete seguito in questi ultimi mesi e, proprio per questo, spero di fare cosa gradita nel fare il “Grillo Parlante” di collodiana memoria.
Sto elaborando uno scritto che presto invierò alle pagine del vostro blog, ma credo ti possano interessare, magari per una pubblicazione “a-critica” dei fatti che so state elaborando.
So che avete in atto un carteggio (pubblico e privato) con l’assessore al verde, al commercio, all’agricoltura, alle stazioni, a questo e a quello e magari le righe qui sotto possono tornarle utili.
Spero di fare cosa gradita e ti (vi) abbraccio tutti, sperando che il tempo trascorso tra questi scritti e il presente siano stati onorati dalle parole dei politici qui sotto riportati.
Il sempre vostro

Giannandrea Codroipo.

ps:
so che avete avuto problemi con un blogger: avete scoop da darmi?

I RITAGLI DI GIANNANDREA CODROIPO

“Ad ogni modo la Srazz non è stata abbandonata dall’ amministrazione. È stata anzi apprezzata l’ iniziativa del Free Shop, che riteniamo interessante e ci siamo attivati per individuare altri spazi più idonei”
Margherita Gasparini (definita assessore alle politiche Associative (o A-sociative?))
Gente Veneta
27 09 2009
Silvia Tessari

” Sul Free Shop ci stiamo lavorando. Si potrebbe collocare il Free Shop in Biblioteca a Oriago, oppure in Villa dei Leoni o nella ex farmacia al centro commericale Mirasole (ma non erano vostre proposte? NdGC). Con i colleghi assessori Gasparini e Cestonaro stiamo lavorando a una soluzione definitiva e penso che tra tre o quattro settimane potremmo riuscire a formularla.”
Davide Meggiato (definito “il Vice”… ;-) )
Gazzettino
22 10 2009
Luisa Giantin

“Sul Free Shop: solo in questi giorni, finalmente, si è riusciti a sbloccare una complessa vicenda che presto porterà alla individuazione di un luogo idoneo per ospitare questa iniziativa.”
29 07 2010
Comunicato stampa del Sindaco Michele Carpinetti

“… sul Free Shop proprio in questi giorni è stata individuata una soluzione…”
Michele Carpinetti al Gazzettino
30 07 2010
Luisa Giantin

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Cultura e Territorio

Sono passati due anni da quando abbiamo chiesto a Gualtiero Bertelli, a Francesco Volpato, a Massimo Zuin, a Dino Picardi, a Davide Meggiato e a Nico Narsi, di rispondere ad alcune domande che l’annullamento del Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo edizione 2008 aveva sollevato.

il logo del tam tam  suoni e culture dal mondo

Rileggendole oggi, con l’aggiunta di un intervento di Alessio Bonetto, abbiamo ritrovato alcune idee e posizioni che condividiamo e, se leggete bene tutti gli interventi, capirete chi ha capito il senso delle domande e il senso di ciò che si voleva.
Dispiace constatare che le parole, da chi poteva renderle concrete, siano restate vane, vuote, solo un’esercizio inutile di dialettica.
Aspettiamo i vostri commenti.
Buona lettura.
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Tam Tam valenza strategica sociale e culturale.

di Alessio Bonetto

Alessio Bonetto

Allora, miei impazienti concittadini, veniamo a rispondere a questo domande che illo tempore rivolgeste a personaggi di ben altra caratura rispetto alla mia, certamente più titolati a parlar di me, di cultura, domande che oggi ponete a me, e visto che mi sono poste, come si dice, a domanda rispondo.

Il Tam Tam è una manifestazione che dovrebbe avere una valenza strategica nella vita sociale e culturale della nostra città e che dovrebbe essere evento consolidato nella nostra estate, poiché io vorrei che si creasse un binomio inscindibile:
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