Intelligenza e Lungimiranza

La miglior risposta al suo parlare a vanvera sarebbe il silenzio e lasciarla alle sue futili convinzioni di saper stare al mondo, ben sapendo (così ci è stato detto) che per la sua condotta tenuta in questi anni di presenza come amministratore stipendiato del comune di Mira, non potrà essere rieletto… ammesso e non concesso che Carpinetti venga rieletto. ;-) Ma la bassezza a cui lei è abituato a far appello, forse per giustificare i suoi fallimenti, riteniamo abbia colmato la misura.
In tutti questi anni ci siamo sempre comportati, verso di lei, correttamente, nonostante lei abbia fatto di tutto per farci scendere al suo stesso livello: non abbiamo mai e poi mai usato nessuno degli elementi di cui siamo a conoscenza per colpirla e di questo dovrebbe essercene grato.

Movimento 5 Stelle MiraSono venuti a trovarci i ragazzi del Movimento 5 Stelle, cioè il Movimento 5 Stelle ha chiesto di incontrare l’associazione Srazz per conoscere nei particolari l’attività che abbiamo svolto nel territorio mirese in questi anni.

Ci è stato chiesto, a un certo punto: “È vero che avete chiesto 30.000 euro all’assessore alla cultura per fare il Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo? Soldi… diciamo a fondo perduto?”.
Siamo saltati dalla sedia!
“Chi vi ha detto questa cosa?”.
Ci viene risposto che la fonte era l’assessore stesso!
Il pensiero è stato “O ci è, o ci fa”.
Ma poi, conoscendo il soggetto in questione, lo stupore è scemato.
Altro fango, gratuito, sversato a piene mani.
Ma il detto “meglio tacere e dare l’impressione di essere deficienti (nel senso di deficere, cioè mancare) che aprir bocca e togliere ogni dubbio“, siamo solo noi a cercare di metterlo in pratica?
Ah, che occasione persa, caro amministratore.
Chiarendo che qualsiasi contributo versato da qualsiasi amministrazione pubblica ad associazioni, come la nostra, viene erogato solo in presenza di un bilancio che lo giustifichi, in cui si dimostra il bisogno di quella somma per raggiungere, ci siamo chiesti il perché sia stata detta questa mostruosità verso noi.
Davide MeggiatoNoi, a lei nel senso di assessore alla cultura, al massimo, potremmo aver chiesto di collaborare, di fare “lavoro di squadra”, di coordinare il nostro lavoro con quello del suo assessorato e dell’amministrazione comunale: dalla sua latitanza durante tutto il festival del 2009 fino al momento in cui abbiamo deciso di non realizzare quello del decennale nel 2010 abbiamo cercato, in tutti i modi, di avere la sua attenzione e il suo coinvolgimento che non era solo nel vederci ogni tanto, in incontri in cui lei prendeva nota sempre delle stesse cose che poi, la volta successiva, dovevamo ripetere e ricordarle ancora perché “le aveva scordate”, ma spingere avanti gli eventi, farsi coinvolgere dal fascino di un festival che doveva durare 40 giorni, densi di eventi, di stimoli e di incontro sociale.
Numeri noi non ne abbiamo fatti, per cui ci suona strana e offensiva l’affermazione che lei ha fatto a terzi.
Ma sappiamo bene di essere scomodi al palazzo: in fondo eravamo troppo ben abituati al dialogo che si era instaurato con la precedente amministrazione, fatto di confronto, di scontro anche, perché si avevano visioni contrastanti ma poi, alla fine, si arrivava sempre al risultato, e il risultato si chiama Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo.
Siamo stati critici con l’amministrazione uscente, e lo saremo sempre, ammesso e non concesso che venga rieletto al ballottaggio il Carpinetti, perché hanno dato prova che Intelligenza e Lungimiranza non albergano in piazza IX Martiri a Mira.

Perché se ci fossero state Intelligenza e Lungimiranza, se si fosse imparato dagli errori del passato, il Carpinetti non si sarebbe presentato con sei liste che, nell’eventualità di una sua elezione, lo porterebbe a doversi barcamenare tra idee politiche che sono molto diverse, tra persone che hanno idee diverse su molto e forse su tutto… e si ritroverebbe schiavo di ogni mal di pancia, politicamente parlando, giungendo, di fatto, a una limitata capacità di manovra.

Sindaco bello, risponda alle domande da noi protocollate a novembre 2011, che è un suo preciso dovere!!! e abbia il coraggio di dirci ciò che pensa.
È chiaro che lei preferisce chi intesse le sue lodi, ma per intessere le sue lodi serve che ci sia un motivo e non si può farlo a priori: lei, nei nostri riguardi, ha perso due occasioni, perché né con il Free Shop, né con il Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo, ha avuto modo di brillare in intelligenza e lungimiranza.
E quello che ci dispiace è che lei sia caduto dovendo difendere il suo assessore alla cultura che lei, per primo, nei nostri colloqui durante il festival del 2009 e nei giorni seguenti, criticava e, nel contempo, ci assicurava non avrebbe più avuto a che fare con noi…
E, se criticarla per questo suo brusco cambiamento, ci ha messo in cattiva luce… beh, allora è stato bene!
Il suo caro amico parla a vanvera, ha un’idea del suo mandato del tutto personale e la lasciamo con queste righe che ci sono pervenute direttamente dalla casella istituzionale di Davide Meggiato, che chiariscono in maniera netta che tra la sua idea di promozione culturale e la nostra ci sia un abisso non tanto per il soggetto della sua missiva, che riteniamo comunque facente parte di un’idea più ampia di offerta di svago e divertimento, ma per il fatto che, dal suo insediamento a oggi, sia stata l’unica cosa per cui lui abbia ritenuto opportuno spendere tempo per promuoverla (è una mail che è arrivata a noi, ma anche ad altre 33 realtà associative):

A nome dell’Amministrazione Comunale e degli organizzatori (Silvestro Zecchinato per conto della “Z3” e “Provideo service”) ho il piacere di invitare voi e le vostre famiglie alla serata di selezione del concorso di bellezza MISSVENEZIA 2011 in programma per QUESTA SERA alle ore 21 in Piazza IX Martiri.
La serata sarà condotta da Elisa Bagordo già finalista a Miss Italia.
In attesa di incontrarvi, vi saluto cordialmente

Davide Meggiato

L’incontro, con il Movimento 5 Stelle è stato interessante.
Certamente in futuro se ne riparlerà con loro, perché ci vuole tempo e spazio per raccontare il Free Shop e il Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo, ma il fatto principale, e lo abbiamo sottolineato, è stato spiegare che il nostro operare è sempre stato improntato sulla collaborazione, sull’apertura, sul lavoro comune al mondo dell’associazionismo, dei gruppi informali, dei singoli e dei servizi comunali (giovani, anziani, politiche sociali).
Un percorso che era stato messo a punto con la precedente amministrazione: organizzavamo incontri con le associazioni in cui si mettevano insieme idee, proposte di iniziative, suggerimenti sugli artisti, sulla dislocazione delle strutture, ecc.
Il Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo è sempre stato, per noi, un contenitore aperto a tutto ciò che il territorio mirese e non esprime: un laboratorio di idee, di cose da fare, di proposte, in pratica una vetrina per il lavoro di quel mondo associativo che ha poche possibilità di visibilità.
L’idea del Free Shop è nata all’interno di questo percorso legato al festival, a esempio.
Una manifestazione che aveva nella nostra associazione la parte organizzativa, logistica e realizzativa, ma che non poteva non avere questo tipo di impronta di condivisione e di compartecipazione.
Non è stato facile, ci sono stati parecchi momenti di tensione, ma è stato sempre fatto in questo modo.
La giunta Carpinetti questo non l’ha capito.

Intelligenza e lungimiranza!

E crediamo di averne vista in questi ragazzi entusiasti della loro scelta.
Buon lavoro a voi, che già di strada ne avete fatta molta, e la speranza che riusciate nel vostro intento.

Noi, nel nostro piccolo, cercheremo di portare il nostro contributo.

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Dopo non esiste! Adesso!

Non abbiamo scritto tra le righe, ma ciò che è scritto.

Tra poco a Mira si vota.
Lo si capisce dalla cassetta della posta intasata di carta sotto forma di volantini elettorali, di vari formati e opinioni “politiche”, da faccioni che ci credono che transitano sulle strade, dalle manifestazioni di piazza, seppur poche ma una delle quali di gran successo, dai cartelloni elettorali con liste e candidati da votare.
I volantini delle cassette non sono molto interessanti, con l’eccezione di quelli che riportano il programma delle varie liste, che ti possono permettere di capire cosa faranno se eletti.
Leggerne il contenuto è quanto di più divertente si possa fare in questi giorni non proprio tranquilli.
Qualcuno di noi voterà, per appartenenza territoriale.
Qualcuno no, per lontananza fisica da questa città ingrata e assopita, oppure magari farà mettere a verbale che il suo voto non può essere espresso perché nessuna delle liste presenti e dei candidati alla carica di sindaco li rappresenta.
Sarebbe bello che chi si candida a sindaco presentasse la giunta che lo affiancherebbe nel momento in cui risultasse eletto, così uno avrebbe una chiara idea di cosa si troverebbe di fronte eleggendo questa persona.
L’esperienza di 5 anni fa ce lo ha insegnato: la giunta è fatta di mercimonio, di scambio di questo e quello per questo e quello. Lo chiamano il manuale Cencelli. Ma sembra più il mercato delle vacche.
L’esempio è questo: l’assessore alla cultura Massimo Zuin risultò il più votato del suo partito, il PD, per cui sembrava certa la sua conferma alla guida dell’assessorato di cui sopra ma, proprio per la spartizione delle cariche, l’incarico fu dato a una persona che… i posteri diranno ciò che rimarrà (cittadino mirese dell’anno, raixe in scarsela, 100 sms d’amore…)!
Ci teniamo a dire che con Massimo Zuin i rapporti sono sempre stati molto burrascosi, ma sempre franchi e aperti.
Ma questo è un esempio. Ma con quello che gli è succeduto parole come onestà, dialogo, confronto abbiamo capito subito che non facevano parte della sua formazione culturale ed etica (… ).
Ci siamo più volte chiesti se il palazzo ci è o ci fa.
La distanza è palese, lampante.
Tornando alle elezioni amministrative prossime venture, ci sono due candidati (Alessio, nel tuo programma citi il Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo… perché non ti è venuta voglia di parlarne? Sai della simpatia che con cui ti abbiamo sempre guardato… te volemo ben! e poi c’è Checco Volpato che, per inciso, si sporcò le mani per mettere in piedi e realizzare il Tam Tam Suoni e Cultura dal mondo! ;-) ) che godono, sulla carta, delle maggiori probabilità di successo: uno del centro destra e uno del centrosinistra.

Ci soffermiamo sul secondo, perché sul primo nutriamo una sensazione fastidiosa come di orticaria.
Il candidato del centrosinistra ha verso di noi un debito di riconoscenza e una montagna di colpe che non gli basterebbe l’inferno tutto per scontare.
Il modo subdolo, maleducato, riprovevole, vergognoso, disgustoso con cui ha intavolato e sviluppato il dialogo con noi è ancora ben vivo.

Dopo non esiste! Adesso!

In breve, la cosa nacque dopo il Tam Tam Suoni e Culture del mondo edizione 2009, in cui il nostro referente indicato dal signor sindaco doveva essere l’assessore alla cultura, nonchè vice sindaco dott. D. Meggiato.
Doveva essere, dato che per tutta la durata della manifestazione si è dato latitante adducendo scuse che definire puerili è essere gentili: ancora non sappiamo perché non fu presente il giorno dell’inaugurazione!
A Tam Tam appena concluso chiedemmo un incontro con il sindaco in cui gli rivolgemmo la pressante preghiera di non aver più a che fare con tale personaggio fenomenale, data la sua manifesta idiosincrasia con l’associazione e la manifestazione.
C’erano due assessori a cui, durante la manifestazione, avevamo fatto riferimento, per cui chiedemmo di essere relazionati a loro.
Nessun problema, ci disse, che capiva, che era al corrente…
Nel giro di qualche giorno fummo avvertiti che, invece, il nostro sarebbe stato il nostro referente principe.
Motivi politici…
Il mercimonio di cui sopra: in un momento in cui consiglieri comunali andavano dalla sua parte a quella opposta, il peso messo in campo dal nostro era palesemente da dover accettare. Così ci venne detto.
A nulla sono valse le nostre accorate proteste.
Il Tam Tam Suoni e Culture dal mondo del 2009 era stata la dimostrazione che l’associazione sapeva mettere in piedi la manifestazione (anche se il nostro ha avuto da ridire sulla nostra capacità commerciale… chissà su quali basi!) e portarla a compimento, nonostante loro.
Contemporaneamente avevamo aperto l’esperienza del Free Shop (il link ne illustra l’idea, i due post precedenti a questo illustrano il percorso…) e, durante lo svolgersi della manifestazione, fummo convocati a palazzo dall’assessore alle politiche sociali e da quello della cultura, che arrivò dopo un breve incontro tra il primo assessore e quello al commercio, al verde, e a chissà cos’altro, che doveva rincuorarci sul fatto che era una cosa passeggera, che a settembre tutto sarebbe stato ripristinato.
Arrivò il nostro (nel senso di referente), un attimo dopo che l’assessore infiltrata si era dileguata, e si stabilì il piano per la chiusura del Free Shop in via Borromini, il parcheggio fino a settembre del materiale in un magazzino comunale e la conferma che il primo ottobre 2009 avrebbe riaperto, meglio di prima, più di prima.
Stiamo ancora aspettando e, le due domande protocollate a novembre dello scorso anno al sindaco e singolarmente a tutti gli assessori, sono rimaste lettera morta.
Noi non ci siamo dimenticati: incontri con il nostro, con l’assessore al commercio, verde, ecc. (che adesso nemmeno si degna di rispondere nemmeno agli auguri di natale), con superdirigenti dell’amministrazione comunale e ammennicoli vari, interrogazioni comunali, interviste del nostro a giornali in cui diceva che nel giro di breve la cosa era risolta, che avevano trovato la soluzione… con cosa ci ritroviamo?
Con il nulla.
Il nulla che ha contraddistinto il suo mandato che si chiude tra poco.
Sulla diatriba Tam Tam – Free Shop ci torniamo tra poco.

Due parole sul rapporto con le associazioni: non c’è che dire, nel giro di cinque anni ha azzerato il ruolo delle consulte, ha dissolto la festa che da queste consulte era nata ed era stata sviluppata, organizzata e realizzate, svilendola a mera festa dello sport… e poi nemmeno a quella.
La consulta cultura e pubblica istruzione è da un anno che non si riunisce più, anche se l’assessore aveva detto che prima di aggiudicare il bando per il teatro ci avrebbe riconvocato!
Non c’è che dire, una cosa di cui può giustamente fregiarsi: aver chiuso la porta al confronto con il mondo delle associazioni tutte, non solo di quelle che servilmente vi si prostrano e sembrano non avere più un’opinione!
Aggiungiamo il fatto che la consulta di cui facciamo parte è Cultura e Pubblica Istruzione, dove l’assessore a cui fa capo la Pubblica Istruzione è sempre stato assente, latitante, allora il quadro è completo.
Tralasciamo di parlare della sede delle associazioni di via Toti per decenza e di ciò che Giorgia aveva detto che avrebbe fatto…

Torniamo sul Tam Tam – Free Shop.
Dopo essere stati messi nella condizione di non poter organizzare l’edizione del decennale, cioè quella del 2010, per manifesta incapacità del suo incaricato, le inviammo una lettera personale in cui le (chissà perché stiamo usando il lei…) spiegavamo i perché e i per come, chiedendole un incontro per poterne discutere a voce, ci ritroviamo a dover leggere dai giornali fiumi di fango nei nostri confronti.
Le rammentiamo che non abbiamo risposto a tono, abbiamo mantenuto un profilo che gli inglesi chiamano understatment, e non abbiamo ribattuto colpo su colpo, anche quando erano palesi le idiozie che leggevamo, anche quando il nostro (quello che lei ci aveva assegnato come referente) parlava di correttezza e di morale.
Abbiamo preferito tacere e aspettare.
I fatti hanno dato ragione a noi: siete solo dei chiacchieroni.
Poi, ci tolga questa curiosità: perché la lettera che abbiamo inviato a lei in quel luglio del 2010, il suo fido scudiero vice, l’ha consegnata al suo attuale antagonista?
Per quale ragione ha permesso ciò?
Era una lettera a lei indirizzata, non ad altri?
Voleva colpire duro?
Pensi, da cinque anni conosciamo cose del suo vice che avrebbero potuto farla traballare, ma abbiamo scelto di non servircene, perché riteniamo che la macchina del fango non è nelle nostre corde come, invece, lei ha dimostrato di conoscere bene, intimamente.
Perché non ha voluto il confronto?
Per quale motivo?
Perché non ci ha più riposto sul Free Shop?
Nel suo programma lei parla di crisi, di aiuto, di questo e di quello: il Free Shop era una risposta che alla sua amministrazione sarebbe costata solo un luogo da darci, anche in coabitazione con altre associazioni o gruppi!
Ma forse, consigliato dal suo fiero vice, il quale ha detto che il Free Shop era poco più di un rigattiere (sappiamo che l’ha detto, lui che mai mise piede!), ha pensato bene che non ne valesse la pena… e ammesso e non concesso che su questo lei possa avere un’opinione(… ), come cittadini che dedicano il loro tempo libero a cercare di fare qualcosa di socialmente utile (e i dati ci danno ragione), perché non ha sentito il dovere di comunicarcela?
Siamo forse cittadini di serie B?

Dopo non esiste! Adesso!

Nel suo programma, e in quello del suo avversario più quotato (anche se speriamo di no), non c’è una riga sulla cultura!!!
E questo può non farci pensare?
Mah!

Ma è forse già troppo tardi?

Palco abbassato, tutti a casa

Forse un bagno di umiltà le farebbe bene: non le auguriamo di perdere la prossima tenzone.
Ma nemmeno di vincerla!
Non per acredine nei suoi confronti, ma non lo merita, non ha fatto nulla per meritarlo, anche se, nei suo proclami, dice di si!
Per noi non lo merita, il comportamento che ha avuto e che ha tutt’ora è qui a dimostrarcelo!
Un sindaco mediocre, che si è attorniato di gente mediocre, per paura che qualcuno di più illuminato lo potesse oscurare.
Una giunta dove salviamo un assessore e mezza.
La mezza è per chi, un giorno per un altro, su argomenti che condivideva con noi, ha deciso, per mantenere la sedia, di voltarci le spalle!

Non ci è mai piaciuta la destra, i voltagabbana, i professionisti della pollitica (la doppia elle è corretta).

Ci sentiamo di appartenere a un’altra area.
Diversa.
Situata altrove.

Nulla a che vedere con lei, che si professa di sinistra ma, come un caro amico ama ripetere, a ben guardare, risulta essere solo una persona sinistra.

Buona giornata.

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Riecco il Free Shop (Time iS oVer) – Provisional Version


Sede provvisorio Free Shop

In basso a destra il luogo in cui può sorgere la Sede provvisorio Free Shop

Qualcuno ha detto che bisognava pubblicare tutte e due le lettere protocollate l’8 novembre scorso.
E chi ha mai detto il contrario?
A volte le cose bisogna centellinarle e non bruciarle subito, come un amore adolescenziale, a esempio.
Certo, di posti lasciati vuoti e inutilizzati a Mira c’è solo l’imbarazzo della scelta e della conoscenza.
C’è una casa delle associazioni, che più una casa sembra un luogo dove, chi più lavora di “prepotenza” vince.
Noi avevamo uno spazio, uno spazio congruo a ciò che in questa città abbiamo riversato.
Un paio di assessore poco avvedute ci ha richiesto, tempo fa, di lasciar lo spazio che tanto ce n’era di disponibile…
Promesse da marinaio, se fossero uomini.
Ma sono donne e, di conseguenza…
“Usate via Borromini, non ci sono problemi!”.
Adesso, per entrarci, bisogna:
compilare un modulo comunale,
attendere l’assenso,
andare alla posta,
versare un obolo (a che titolo??????) di € 5,00 più le spese postali
portare il versamento all’ufficio designato
fare anticamera
ricevere una chiave
fare la riunione, la sera
al mattino dopo
riconsegnare la chiave…
se questo non è voler affossare l’associazionismo!
come la festa delle consulte
diventata festa dello sport e dell’associazionismo
e ora solo dello sport
PECCATO CHE USINO IL LOGO DELLA FESTA DELLE CONSULTE!!!!
amministratori minuscoli senza il dono della memoria
cosa che invece, attorno a loro, molti hanno!
e sta arrivando il tempo…
ci eravano, nel post precendente, soffermati sulla poca lungimiranza dei pollitici.
che dire dell’inconsistente, inutile e vuota ottusità di tecnici e dirigenti?
ci sarebbe un bel manuale da scrivere.

mah, intanto postiamo la domanda per una sede provvisoria e transitoria per il Free Shop, partendo dal presupposto che NOI, STAMPATELLO MAIUSCOLO CHE NELLA NETIQUETTE SIGNIFICA URLARE, abbiamo sempre onorato la parola data, senza chiedere nulla, senza ricattare nessuno, senza alzare polveroni.
Fa parte di un altro tomo, questo argomento, per cui sorvoliamo.

A Mira esistono spazi vuoti, lasciati marcire, senza risposte e senza giustificazioni.

AL SIG. SINDACO DEL COMUNE DI MIRA

ALL’ASSESSORE SILVIA CARLIN

Io sottoscritto Michele Saviolo nato a XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX, residente in XXXXXXXXXXX, XXXXXXXXXXXXXXX, codice XXXXXXXXXXXXXXXXXX, in qualità di legale rappresentante dell’Associazione Culturale Srazz, con sede in Via Toti, 33 – 30034 Mira, codice fiscale 90097790274, ideatrice dell’iniziativa Free Shop, a seguito della domanda di convenzione quinquennale per la realizzazione dell’iniziativa Free Shop nella stazione ferroviaria di Mira Buse presentata in data 07 novembre 2011, ai ripetuti impegni presi sia in consiglio comunale che sulla stampa, data la situazione economica generale che il nostro paese sta vivendo e che ancora deve arrivare in tutta la sua “violenza”, dato il riconoscimento dato dalle persone che hanno frequentato il Free Shop nel periodo di apertura tra dicembre 2009 e fine maggio 2010, in numero superiore a 600 e con un volume di scambio superiore ai 10.000 pezzi, in un periodo che è stato limitato a un tempo di apertura del “negozio” di circa 120 ore, e questi dati non posso non riconoscere, nei fatti, la bontà e l’efficacia dell’iniziativa che, al tempo, era unica nel territorio nazionale e si è rivelata capostipite di una serie di iniziative simili e a seguito delle numerose richieste che ci pervengono quotidianamente

C H I E D E

nel periodo di tempo a partire da oggi, fino alla data di assegnazione della stazione ferroviaria di Mira Buse (o altra sede che l’ammistrazione comunale di comune accordo con la scrivente associazioni individuerà), come da richiesta soprascritta, di poter usufruire di uno di questi spazi (vuoti e inutilizzati da tempo) di seguito elencati, per poter rimettere in piedi, in forma provvisoria, l’iniziativa:

  • ex farmacia comunale nel centro commerciale Mira Sole;
  • locale (che nel progetto doveva essere adibito a bar-caffetteria) vuoto a lato della biblioteca di Oriago;
  • palazzina ex sede del Genio Civile, adiacente al Municipio di Mira.

Intendiamo chiarire che l’uso sarà in via provvisoria ci impegniamo, eventualmente ci fosse assegnato uno di questi luoghi, con un preavviso di almeno 4 settimane, a liberarlo da tutti gli oggetti e arredi che porteremo.

Per comunicazioni attraverso la posta ordinaria indirizzare a Ass. Cult. Srazz c/o Arcipelago Centro Progetti via Borromini 21 – 30034 Mira, posta elettronica: tamtam.srazz@gmail.com.

Mira, 7 novembre 2011.

Cordiali saluti.

Associazione Culturale Srazz

Michele Saviolo

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Riecco il Free Shop (Time iS oVer)

Time is over

Time iS oVer

Come ci eravamo prefissati, poco più di un anno fa, di aspettare in silenzio e vedere cosa succedeva, rieccoci qui, con l’idea di rimettere in movimento l’idea del Free Shop (e non solo…) che questa amministrazione ottusa, bigotta e chiusa in se stessa ha deciso di affossare.
Lo dicemmo un anno fa e lo ripetiamo adesso: perché non hanno il coraggio di dire le cose come stanno?
Perché non dicono, semplicemente, che con noi non hanno voglia di collaborare, che l’idea gli sembra stupida, inutile…
Dirlo con parole semplici, come semplicemente gli abbiamo chiesto un posto in cui poter riaprire quel Free Shop che loro ci hanno chiuso con la promessa, entro tre mesi, di darci una nuova collocazione.
Siamo stati pazienti, ma non ci siamo dimenticati.
Si avvicinano tempi in cui conterà raccogliere ciò che si è seminato e siamo certi che anche questo conterà perché, in fondo, più che politici, sono ragionieri del consenso, a scadenza mentre, tra l’inizio e la fine, se ne dimenticano.

Ecco la prima domanda delle due protocollate, tra i nervosismi dell’ufficio preposto, ma ne abbiamo indirizzata una a tutti gli assessori che, a vario titolo, si sono interessati a questa iniziativa.
E, come è ovvio, pubblicheremo la risposta.
Sempre che arrivi.
Non ci riteniamo delle persone arroganti, ma pensiamo di essere dei cittadini che hanno un’idea che si è dimostrata ottima sotto tutti gli aspetti, lavorando senza farci notare e, proprio per questo, pretenderemo, da cittadini, che la pubblica amministrazione rispondesse a lettere chiare, come il signor sindaco disse nei dibattiti a villa dei Leoni durante la campagna elettorale di oltre 4 anni fa: un modo diverso di intendere il governare la città, in ascolto e a contatto con i cittadini…

AL SIG. SINDACO DEL COMUNE DI MIRA

ALL’ASSESSORE SILVIA CARLIN

Io sottoscritto Michele Saviolo nato a XXXXXXXXXXXXXXXXXX, residente in XXXXXXXXX, XXXXXXXXX, in qualità di legale rappresentante dell’Associazione Culturale Srazz, con sede in Via Toti, 33 – 30034 Mira, codice fiscale 90097790274, ideatrice dell’iniziativa Free Shop (di cui è allegato il progetto), a seguito del sopralluogo alla stazione ferroviaria di Mira Buse del 21 maggio 2010 e ai successivi colloqui con l’assessore Carlin, ai ripetuti impegni presi sia in consiglio comunale che sulla stampa, a seguito della lettera presentata il 10 ottobre 2010, numero di protocollo 34408 per la realizzazione dell’iniziativa Free Shop, data la situazione economica generale che il nostro paese sta vivendo e che ancora deve arrivare in tutta la sua “violenza”, dato il riconoscimento dato dalle persone che hanno frequentato il Free Shop nel periodo di apertura tra dicembre 2009 e fine maggio 2010, in numero superiore a 600 e con un volume di scambio superiore ai 10.000 pezzi, in un periodo che è stato limitato a un tempo di apertura del “negozio” di circa 120 ore, e questi dati non posso non riconoscere, nei fatti, la bontà e l’efficacia dell’iniziativa che, al tempo, era unica nel territorio nazionale e si è rivelata capostipite di una serie di iniziative simili

C H I E D E

la concessione della stazione ferroviaria di Mira Buse con una convenzione quinquennale, nei termini illustrati nel progetto allegato.

Per comunicazioni attraverso la posta ordinaria indirizzare a Ass. Cult. Srazz c/o Arcipelago Centro Progetti via Borromini 21 – 30034 Mira, posta elettronica: tamtam.srazz@gmail.com.

Mira, 07 novembre 2011.

Cordiali saluti.

Associazione Culturale Srazz

Michele Saviolo

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Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo Decima Edizione

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Wasted Time (Free Shop Focusing)

clicca sull'immagine per leggere la lettera

Erano i giorni in cui l’amministrazione mirese ci stava gambizzando.
e lo faceva utilizzando uno stile utilizzato e messo in atto, in altri luoghi e in altri ambiti, da persone vicine al partito che governa il nostro paese: il fango, libero e gratuito.
Erano i giorni in cui, per qualche motivo a noi sconosciuto, al signor sindaco di Mira, qualcosa batteva in testa contro di noi e ha dato voce, in modo perlomeno inopportuno, a cose che non avevano fondamento.
Erano giorni in cui ci siamo auto sospesi per un periodo…
che presto finirà.
Riportiamo un passo del comunicato stampa del suddetto sindaco, passo che ci ha spinti a chiedere una convenzione con l’amministrazione mirese, dato che i tempi erano maturi…

“Sul Free Shop: solo in questi giorni, finalmente, si è riusciti a sbloccare una complessa vicenda che presto porterà alla individuazione di un luogo idoneo per ospitare questa iniziativa.”
29 07 2010
Comunicato stampa del Sindaco Michele Carpinetti

Anche in consiglio comunale, se non ricordiamo male era tra fine anno 2009 e i primi mesi del 2010, si era preso l’impegno di risolvere tutto entro poco, e su questo Nico potrebbe illuminarci con la sua memoria precisa e puntuale.
A queste righe aggiungiamo anche un’affermazione di oltre un anno fa del nostro prode assessore alla cultura nonchè vicesindaco che, ancora una volta, brilla per la sua latitanza, stavolta non fisica, ma intellettuale, dato che la biblioteca di oriago, l’ex farmacia del mirasole erano state da noi suggerite e proposte:

“Sul Free Shop ci stiamo lavorando. Si potrebbe collocare il Free Shop in Biblioteca a Oriago, oppure in Villa dei Leoni o nella ex farmacia al centro commericale Mirasole. Con i colleghi assessori Gasparini e Cestonaro stiamo lavorando a una soluzione definitiva e penso che tra tre o quattro settimane potremmo riuscire a formularla.”
Davide Meggiato (definito “il Vice”… )
Gazzettino
22 10 2009
Luisa Giantin

E non possiamo non riportare le parole di un’altra assessore donna la quale, circa un mese prima del nostro assessore-latitante, diceva a Gente Veneta:

“Ad ogni modo la Srazz non è stata abbandonata dall’ amministrazione. È stata anzi apprezzata l’ iniziativa del Free Shop, che riteniamo interessante e ci siamo attivati per individuare altri spazi più idonei”
Margherita Gasparini (definita assessore alle politiche Associative (o A-sociative?))
Gente Veneta
27 09 2009
Silvia Tessari

La risposta che ci è giunta oggi è quanto di più chiaro e frustrante potesse succedere e disattende tutte le parole da loro dette.
Leggetela, aiutateci a capire.
Ci piacerebbe che qualcuno ci spiegasse dove sta la verità!

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Sollecito alle domande presentate

Il sindaco tace, per cui cerchiamo una via alternativa.
È cominciato il nuovo anno, ma le cose sono ferme come lo sono da oltre 18 mesi.
Dopo la tempesta estiva, che ancora ci vede in attesa sulla riva, il Meggiato, dato che era stato messo all’ordine del giorno di una riunione della consulta cultura ma che lui chiese di omettere perché, disse a interposta persona (questo accadeva a ottobre), che nel giro di poco si sarebbe fatto sentire, per parlare del Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo.
Si è ancora in attesa, ma le parole sono sempre state veloci, da quelle parti.
E si dirà che ci sono mille cose da fare, mille cose da pensare.
Come se le cose le facesse solo lui, mentre gli altri giochicchiamo.
Siamo in attesa.
Come sempre.
Come siamo in attesa di capire il caro Giovi che fine ha fatto… dato che le sue parole sono state rese pubbliche.
Lo abbiamo invitato a venire a incontrarci, dato che sappiamo (non per sentito dire, ma perché c’è la certezza matematica che lo sia) che di Mira è: perché ti nascondi?
Di cosa hai paura?
Vi riportiamo la nostra ultima fatica burocratica, protocollata il 5 gennaio scorso.
Speriamo vada da qualche altra parte rispetto alle due precedenti.
Buon anno a tutti.
Proprio a tutti.

ALL’ASSESSORE SILVIA CARLIN
Il sottoscritto xxxxxxxxxxxxxxx nato a xxxxxxxxxxxxxxxxx, residente in xxxxxxxxxx, xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx, in qualità di legale rappresentante dell’Associazione Culturale Srazz, con sede in Via Toti, 33 – 30034 Mira, ideatrice dell’iniziativa Free Shop, a seguito della domanda di convenzione quinquennale per la realizzazione dell’iniziativa Free Shop nella stazione ferroviaria di Mira Buse presentata in data 10 novembre 2010 numero di protocollo 34408 e la successiva richiesta di una sede provvisoria presentata in data 2 dicembre 2010 numero di protocollo 36981, a seguito delle numerose richieste che ci pervengono quotidianamente da cittadini miresi e non circa la riapertura del Free Shop, in relazione alle ripetute prese di posizione dell’Amministrazione mirese che, da giugno 2009 si susseguono ripetendo che la soluzione per una sede per il Free Shop è stata trovata, constatando che la situazione economica generale locale e nazionale è ancora molto critica e questa nostra idea si è dimostrata utile per aiutare la cittadinanza: a fronte di tutto ciò, l’Associazione Culturale Srazz, come nel suo normale operare

C H I E D E

a codesta Amministrazione una risposta alle domande di cui sopra.
Per comunicazioni attraverso la posta ordinaria indirizzare a Ass. Cult. Srazz c/o Arcipelago Centro Progetti via Borromini 21 – 30034 Mira.
Mira, 4 gennaio 2011.
Cordiali saluti.
Associazione Culturale Srazz

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Presentazione domanda per una sede provvisoria per il Free Shop a Mira

Postiamo la domanda presentata giovedì 2 dicembre in comune a Mira per avere una sede provvisoria per il Free Shop, in attesa della stazione di Mira Buse. Facciamo presente che l’ex farmacia è stata richiesta da noi fin dal 2005 mentre il locale della Biblioteca di Oriago è da più di un anno che lo proponiamo a ogni occasione…. speriamo che questa sia la volta buona.

ps: da due mesi stiamo aspettando una telefonata che qualcuno ha detto che ci avrebbe fatto.

AL SIG. SINDACO DEL COMUNE DI MIRA
ALL’ASSESSORE SILVIA CARLIN

Io sottoscritto Michele xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx, in qualità di legale rappresentante dell’Associazione Culturale Srazz, con sede in Via Toti, 33 – 30034 Mira, codice fiscale 90097790274, ideatrice dell’iniziativa Free Shop, a seguito della domanda di convenzione quinquennale per la realizzazione dell’iniziativa Free Shop nella stazione ferroviaria di Mira Buse presentata in data 10 novembre 2010 numero di protocollo 34408 e a seguito delle numerose richieste che ci pervengono quotidianamente

C H I E D E

nel periodo di tempo a partire da oggi, fino alla data di assegnazione della stazione ferroviaria di Mira Buse, come da richiesta soprascritta, di poter usufruire di uno di questi spazi (vuoti e inutilizzati da tempo) di seguito elencati, per poter rimettere in piedi, in forma provvisoria, l’iniziativa:
- ex farmacia comunale nel centro commerciale Mira Sole;
- locale (che nel progetto doveva essere adibito a bar-caffetteria) vuoto a lato della biblioteca di Oriago.
Intendiamo chiarire che l’uso sarà in via provvisoria ci impegniamo, eventualmente ci fosse assegnato uno di questi luoghi, con un preavviso di almeno 4 settimane, a liberarlo da tutti gli oggetti e arredi che porteremo.
Per comunicazioni attraverso la posta ordinaria indirizzare a Ass. Cult. Srazz c/o Arcipelago Centro Progetti via Borromini 21 – 30034 Mira.
Mira, 25 novembre 2010.
Cordiali saluti.
Associazione Culturale Srazz

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Presentazione domanda Free Shop – Stazione di Mira Buse

Postiamo la domanda protocollata in Comune a Mira lo scorso 10 novembre, come da richiesta dell’assessore Carlin.

Vi terremo informati degli sviluppi, che speriamo positivi e a stretto giro.

AL SIG. SINDACO DEL COMUNE DI MIRA

ALL’ASSESSORE SILVIA CARLIN

Io sottoscritto Michele XXXXXXXX XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX, in qualità di legale rappresentante dell’Associazione Culturale Srazz, con sede in Via Toti, 33 – 30034 Mira, codice fiscale 90097790274, ideatrice dell’iniziativa Free Shop (di cui è allegato il progetto), a seguito del sopralluogo alla stazione ferroviaria di Mira Buse del 21 maggio 2010 e ai successivi colloqui con l’assessore Carlin, per la realizzazione dell’iniziativa Free Shop

Ci sembra giusto riproporlo, leggendo qui e là.

C H I E D E

la concessione della stazione ferroviaria di Mira Buse con una convenzione quinquennale, nei termini illustrati nel progetto allegato.

Per comunicazioni attraverso la posta ordinaria indirizzare a Ass. Cult. Srazz c/o Arcipelago Centro Progetti via Borromini 21 – 30034 Mira.

Mira, 10 novembre 2010.

Cordiali saluti.

Associazione Culturale Srazz

Michele XXXXXXXXX

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FREE SHOP

Mira, 10 novembre 2010.

xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx Associazione Culturale Srazz – Tutti i Diritti Riservati

L’iDea

Ma che cos’è il Free Shop?

È un negozio (anche se negozio è un termine non adatto, perché all’interno del Free Shop non c’è commercio, ma viene usato solo per rendere l’idea di ciò che, in qualche modo, si intende) in cui tutto è completamente gratuito e a disposizione dei clienti (che poi chiamarli clienti in un luogo del genere è una cosa eufemistica e insensata…).

Nel Free Shop sono bandite le banconote, le monete, il baratto e qualsiasi forma di commercio: l’unico modo possibile che si ha per entrare in possesso di ciò che si desidera è… prenderlo e basta, accettando così il regalo che qualcun altro ha fatto, in precedenza, al negozio.

Succede a volte che un oggetto (libri, giocattoli, soprammobili, attrezzi, piccoli elettrodomestici, computer, ecc.) non ci serva più e non sappiamo cosa farne: capita che lo mettiamo in uno sgabuzzino o nel garage per poi, spesso, gettarlo via quando, magari, potrebbe essere ancora utile a qualcuno; oppure riceviamo in regalo qualcosa che non ci serve, oppure che possediamo già, e così via: per cui, possiamo riassumere che nel Free Shop sono presenti cose che nella nostra casa non hanno più un utilizzo, ma che potrebbero tornar utili a qualcun altro.

Il Free Shop non è un luogo in cui si fa riciclo, ma ricircolo, cioè si rimette in circolazione ciò che è diventato superfluo, non necessario alla nostra vita quotidiana.

Questo non implica un baratto o qualsivoglia forma di scambio.

C’è bisogno del Free Shop a Mira?

Partito da un’idea di Paolo Scortegagna e di Matteo Floreani, membri del gruppo L’Altra Metà di Meien (gruppo nato da una idea della nostra associazione, per far gestire lo spazio dedicato ai giovani all’interno del Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo da persone giovani), veniva sperimentata all’interno del Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo 2005 una versione… da campo del Free Shop. Nell’edizione 2006 della manifestazione, grazie all’esperienza dell’anno precedente, lo abbiamo riproposto, con l’aiuto del gruppo “Controsenso”, allestendo un prefabbricato per accoglierlo: il Free Shop ha riscosso grande interesse e curiosità nel pubblico presente alla manifestazione, raccogliendo e facendo entrare in ricircolo una grande quantità di oggetti.

Spesso ci si è trovati di fronte alla richiesta, da parte di chi entrava in questo Free Shop all’interno del Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo, se esisteva una sede stabile del Free Shop, dandoci la consapevolezza della bontà dell’idea.

Partendo proprio da questa domanda, dopo aver presentato il progetto sia alla giunta Marcato che alla giunta Carpinetti, l’Associazione Culturale Srazz decideva di rompere gli indugi.

Nel 2008-2009, per un periodo di sei mesi, il Free Shop è stato aperto (da dicembre 2008 a maggio 2009), il martedì dalle 9,00 alle 12,00 e il giovedì dalle 15,30 alle 19,00) in Via Borromini 21: in questi mesi abbiamo ricevuto e catalogato oltre 11.000 oggetti (dalle televisioni agli orecchini, dai computer ai pannolini, dai giocattoli per bambini ai lettori di videocassette…) e ci sono state più di mille persone che si sono registrate e che hanno portato o preso oggetti dando, dopo l’ottima esperienza del Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo 2006, alla nostra idea il segno concreto della sua bontà e importanza.

In questi tempi, in cui sembra non ci sia freno ai consumi, che stanno portando alla distruzione del mondo così come lo conosciamo adesso, non crediamo azzardato proporre l’apertura di un luogo come il Free Shop, anche partendo dalle considerazioni sull’attuale crisi economica in cui stiamo vivendo, dove una grossa fetta delle famiglie non riesce ad arrivare, dignitosamente, a fine mese.

Lo spirito di questo negozio è diverso: si dà se si ha voglia di dare e si prende se c’è qualcosa che ci serve…

La condivisione di quanto superfluo o di non più utilizzato è un primo passo per costruire una comunità forte e compatta, basata su un fraterno sentimento di solidarietà e di rispetto dell’ambiente.

Per cui il Free Shop non è un’idea astratta, o utopistica, di vita in comunità, ma un luogo reale in cui toccare con mano quest’idea diversa di vivere questo tempo.

Il pRogetto

Per la riapertura di quello che è stato il primo Free Shop realizzato in Italia, non c’è bisogno di molte cose per poter cominciare a operare: i locali della stazione di Mira Buse (piano terra e primo piano, come da sopralluogo del 21 maggio 2010), sono da ritenersi idonei come luogo in cui allestirlo: lo spazio è ampio, di facile individuazione, comunicazione e dotato di un ampio parcheggio.

Non ci è dato sapere, allo stato attuale, se gli impianti sono a norma o dovranno essere rinnovati.

L’Associazione Culturale Srazz potrebbe farsi carico dei lavori di pulizia e disinfezione dei locali, la dipintura dei muri e degli infissi interni, la rimessa in funzione del bagno che sembrerebbe non essere, allo stato, utilizzabile.

Eventuali spese per energia elettrica, acqua, gas non vedrebbero l’Associazione contraria a una discussione sul come e sul quanto farsene carico.

I locali dovrebbero essere arredati per essere accoglienti, con scaffali per esporre gli articoli donati, un paio di tavoli (scaffali e tavoli potrebbero essere recuperati dal magazzino comunale) ed eventualmente un computer.

Contestualmente sarebbe riaperto anche il sito internet che conterrà gli oggetti via via presenti nel Free Shop.

Il Free Shop sarà gestito dai soci dell’Associazione Srazz che ne assicureranno l’apertura dal martedì al sabato, con orari da stabilire e la domenica mattina, la pulizia, la raccolta e la verifica degli oggetti, l’aggiornamento del sito internet, eventuali eventi culturali a sostegno dell’iniziativa e la comunicazione.

Il Free Shop non si limiterà a essere solo un luogo in cui portare o prendere le cose, ma si farà promotore di incontri e attività che saranno incentrate sulla cultura in generale e, in particolare, sul rispetto dell’ambiente, sul consumo consapevole, sul riciclo e il ricircolo di quanto non più utilizzato, su forme di economia alternative, ecc.

Data l’assoluta novità di questo tipo di negozio, unico del suo genere in Italia al momento della sua prima apertura ufficiale in via Borromini 21, per il suo avvio e consolidamento, crediamo sia da valutare in cinque anni il periodo per poter verificare, in maniera corretta, i risultati conseguiti: la relazione, lo scambio e il coinvolgimento delle varie istituzioni e servizi che operano nel sociale all’interno della pubblica amministrazione, così come il rapporto con associazioni e gruppi, li riteniamo elementi opportuni e fondanti per un percorso che sia di crescita e di presa di coscienza da parte di tutti gli abitanti del territorio interessato dall’iniziativa.

Si cercherà anche di instaurare un rapporto privilegiato di collaborazione e di scambio con Veritas, l’azienda che si occupa dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani nel territorio del veneziano, sia per sensibilizzare i dipendenti dell’Azienda che per divulgare quest’idea a tutti i loro utenti e, in collaborazione con l’Ecocentro da loro gestito, diventare un riferimento per gli oggetti ancora utilizzabili e recuperabili.

Per far conoscere l’iniziativa, saranno utilizzati tutti i canali istituzionali, quali pubblicazioni cartacee, siti internet, presenza nelle manifestazioni più importanti organizzate dall’Amministrazione Comunale, organizzazione di un evento annuale dedicato a divulgare l’idea del Free Shop, oltre che alla presenza, per tutta la durata della manifestazione, all’interno del Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo.

Concludendo, siamo profondamente convinti che il Free Shop sia una grande opportunità, per l’Amministrazione Comunale di Mira, di percorrere per prima questa strada innovativa, unica del genere, come si diceva, in Italia: il Free Shop non è solo uno sterile esercizio di etica ambientale fine a se stesso, uno scaricarsi la coscienza, ma una vera e propria rivoluzione nel modo di pensare il vivere quotidiano che deve essere trasmesso alla popolazione e, come tale, richiede una scelta ferma e decisa nel sostegno di questa iniziativa, che passa non solo attraverso il contributo finanziario, ma una decisa presa di posizione che è il dare una corsia preferenziale alla sua realizzazione. L’assegnazione di un luogo adatto sarebbe un segno tangibile di questa intenzione veicolando, nel contempo, il fatto che tale investimento è frutto di una precisa scelta e impegno da parte dell’Amministrazione Comunale evidenziando una precisa vocazione nel cercare di incidere, concretamente, su uno stile di vita fatto di superfluo, di spreco e di individualismo spinto.

Il Free Shop vuole essere un modo per combattere lo spreco, ma anche per diffondere il germe dell’essenzialità, del mutuo aiutarsi, di un modo diverso, creativo e etico di sbarazzarsi del superfluo, senza generare rifiuto, immondizia.

Il miglior smaltimento, potrebbe essere uno slogan che l’Amministrazione potrebbe far proprio, è rimettere in circolazione ciò che non serve più.

Il rEgolamento

Di seguito riportiamo una bozza di regolamento in cui compaiono le regole di comportamento e di uso del Free Shop.

Eccole quindi:

• È fondamentale portare rispetto verso le merci e le persone quando si è all’interno del Free Shop.

• Gli oggetti devono essere in buono stato. Sono accettati anche oggetti non perfettamente integri ma facilmente riparabili.

• Per essere certi della provenienza degli oggetti depositati, si chiederà a chi li porta di firmare un modulo in cui dichiara di esserne proprietario e la sua volontà di donarlo al Free Shop.

• Chiunque prenda un oggetto dal Free Shop si impegna a riportarlo nel caso in cui scopra di non averne bisogno. Dato lo spirito dell’iniziativa, si ha obbligo morale di non rivendere a terzi quanto preso.

• Si possono prendere, al massimo, tre oggetti per volta.

• All’interno del Free Shop è vietata la compravendita delle merci.

• Ogni oggetto donato al Free Shop dovrà essere corredato dal certificato di donazione compilato in tutte le sue parti.

• Ogni oggetto preso dal Free Shop dovrà essere corredato da un attestato di donazione compilato in tutte le sue parti.

Il lIbro degli oSpiti

(un pIccolo eStratto)

Massimo Conte Scrive:

è molto valida per essere più uniti con le altre persone

Amarilli Scrive:

ci vorrebbe una cosa simile anche qui, ma forse in un paese piccolo c’è più attenzione a queste cose, a milano ne farebbero subito business (vedo come funzionano i negozietti di usato per bambini)

Francesco Scrive:

è un’ottima cosa in sé perché cerca di rivitalizzare un quartiere dove non c’è nulla, a parte il supermercato, la tintoria e alcuni ambulatori, tutti i negozi che hanno tentato in questi anni poi hanno chiuso

Amarilli Scrive:

è proprio una bella iniziativa, molto equa e solidale e… civile, di questi tempi poi che non circola molto benessere. Bravi!

Manuela Scrive:

bell’idea!!

Monica Scrive:

Ho trascorso il weekend a svuotare cassetti e armadi per trovare oggetti per il free shop e questo mi ha fatto sentire bene. grazie

Diana Scrive:

Quando si può aiutare il prossimo in qualsiasi modo ci si sente sereni

Emanuele Scrive:

Ho trovato altre cose da portare, e individuato altre che mi servirebbero. Spero solo che non se le prendano prima di me. e se anche così sarà, pazienza! Andranno comunque a chi ne farà un buon ri-uso!

Barbara e Joseph Scrivono:

Questo è il percorso giusto e diretto per aiutare ed avvicinare il prossimo. Continuate così. In questa società che di sicuro non si può definire altruista… con questo facciamo sentire la nostra di voce… Bravi.

Caterina Scrive:

Lo spreco non mi è mai piaciuto. Ogni volta che devo buttare una cosa utilizzabile, perché non la utilizzo, mi sento male. Ho cominciato portando al Free shop, poi ho scoperto cose che servivano a me… fantastico!

Giamba Scrive:

Idea moderna/attuale, da promuovere assolutamente

Linda Scrive:

Bellissima idea, ce ne vorrebbero di più!

Franca Scrive:

Anch’io voglio esprimere il mio apprezzamento per quest’idea di FREE SHOP.

Complimenti agli operatori per la loro disponibilità e attenzione. Grazie

Emanuele Scrive:

Ho portato a casa un paio di tappetini scendiletto, li ho provati e sono perfettamente funzionanti! Si sono adeguati immediatamente al parquet di camera mia senza alcun problema. Grazie free shop!

Ruggero Scrive:

Butti via e ti rammarichi, qui almeno, forse, potrebbero essere utili ad altri.

Peccato che il luogo sia piccolo!

Bonetti Antonia Scrive:

Abbiamo visitato il free shop di Mira e ne siamo entusiasti, persone gentili e cortesi, auguro un buon anno e un buon successo

Nico Scrive:

È un progetto interessante e coraggioso: mi auguro che l’amministrazione comunale sappia garantire gli spazi adeguati affinché quest’idea – davvero innovativa – possa essere sviluppata.

Marina Rossi Scrive:

lo trovo utile , piuttosto di buttare la roba è meglio darla a chi ne ha bisogno….

Valentina Corrò Scrive:

bello!!!! voglio venire e portarci mia nonna che abita a Mira!!

Frankie Mora Scrive:

Tremenda idea di libertà…

Laura Golfetto Scrive:

che bella cosa!

Marco Sacco Scrive:

Ciao Ragazzi, io non vi conosco ma sostengo senz’altro questa idea. Siccome molti sarebbero interessati a venire, a ricevere un regalo o a farlo, ricordate a tutti ogni tanto tramite mail della sua esistenza, grazie! PS ma quant’è grande lo spazio?

Flavio Di Nardo Scrive:

Heila! bella li ragazzi!!!io abito un po’ lontanuccio però se passo dalle vostre parti un salto a vedere e lasciare in dono qualcosa lo faccio più che volentieri!!!!

Ilaria Rossi Scrive:

è fantastica come idea, avrei mezza casa da lasciarvi li! xD

Luca Tiengo Scrive:

Bello!

Paolo Ticozzi Scrive:

bella iniziativa!

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Dall’archivio “nascosto” di Giannandrea Codroipo.

Caro Porcaro, (scrive il Codroipo nella mail che accompagna queste brevi citazioni)
stavo riordinando il mio studio e, tra il confanetto in vinile di Nick Drake, la copia originale di The Freewheelin’ Bob Dylan e il cd D’amortelocanto dei Kleinkief cadono a terra dei polverosi ritagli di giornale che avevo dimenticato da non so quanto tempo.
Devo dire che alcune frasi mi sono sembrate addirittura profetiche, dato il percorso che avete seguito in questi ultimi mesi e, proprio per questo, spero di fare cosa gradita nel fare il “Grillo Parlante” di collodiana memoria.
Sto elaborando uno scritto che presto invierò alle pagine del vostro blog, ma credo ti possano interessare, magari per una pubblicazione “a-critica” dei fatti che so state elaborando.
So che avete in atto un carteggio (pubblico e privato) con l’assessore al verde, al commercio, all’agricoltura, alle stazioni, a questo e a quello e magari le righe qui sotto possono tornarle utili.
Spero di fare cosa gradita e ti (vi) abbraccio tutti, sperando che il tempo trascorso tra questi scritti e il presente siano stati onorati dalle parole dei politici qui sotto riportati.
Il sempre vostro

Giannandrea Codroipo.

ps:
so che avete avuto problemi con un blogger: avete scoop da darmi?

I RITAGLI DI GIANNANDREA CODROIPO

“Ad ogni modo la Srazz non è stata abbandonata dall’ amministrazione. È stata anzi apprezzata l’ iniziativa del Free Shop, che riteniamo interessante e ci siamo attivati per individuare altri spazi più idonei”
Margherita Gasparini (definita assessore alle politiche Associative (o A-sociative?))
Gente Veneta
27 09 2009
Silvia Tessari

” Sul Free Shop ci stiamo lavorando. Si potrebbe collocare il Free Shop in Biblioteca a Oriago, oppure in Villa dei Leoni o nella ex farmacia al centro commericale Mirasole (ma non erano vostre proposte? NdGC). Con i colleghi assessori Gasparini e Cestonaro stiamo lavorando a una soluzione definitiva e penso che tra tre o quattro settimane potremmo riuscire a formularla.”
Davide Meggiato (definito “il Vice”… ;-) )
Gazzettino
22 10 2009
Luisa Giantin

“Sul Free Shop: solo in questi giorni, finalmente, si è riusciti a sbloccare una complessa vicenda che presto porterà alla individuazione di un luogo idoneo per ospitare questa iniziativa.”
29 07 2010
Comunicato stampa del Sindaco Michele Carpinetti

“… sul Free Shop proprio in questi giorni è stata individuata una soluzione…”
Michele Carpinetti al Gazzettino
30 07 2010
Luisa Giantin

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